E così il Bacci Musso da Pèntema (al secolo Mauro Pirovano, ex-Teatro dell’Archivolto, ex-Broncowitz, ex-sé stesso) riparte per il terzo anno consecutivo per calcare le scene teatrali di borghi e cittadi della Liguria estiva con una storia (anzi, una fòa, ma ci vorrebbe la o con la dieresi = una favola) da raccontare. Stasera a Pigna, nella val Nervia imperiese, poi qua e là fino a fine agosto. Ieri la prova generale al Fritz Lang a Genova. Stessa maglietta bianca sdrucita, stesso tavolino da osteria o circolo dei cacciatori, stessa bottiglia di vino rosso (succo di amarene? O beve vino davvero in scena?) da sorseggiare stile Guccini. Stesso regista, ovcours, il Pino Petruzzelli dal riccio e dallo sguardo mefistofelico che una ne fa e quattordici ne pensa (cento onestamente mi paion troppe), stessa produttrice, la Paola Piacentini che permettimi, tanto ti conosco da quando avevi 14 anni e io 19, resti sempre una gran bella fanciulla. Fanciulla veh, ora son 39… ok, parliamo di teatro…

Quest’anno però il Bacci Musso non “u cunta” più uno Scecspiir tragico e drammoso, come l’Amleto e il Romeo e Giulietta degli anni scorsi. Non sono più fatti d’amore e di morte e finale tragico avvenuti “lontano, ma oltre Montoggio, eh!” come quelli scorsi, no, quest’anno la vicenda si svolge proprio a Pèntema, nel profondo, profondissimo Appennino genovese che più appennino genovese non si può. E il Prokofieff che dà lo spunto allo spettacolo è giusto per modo di dire, giacché questa è una storia tutta di Pino e Mauro, solo marginalmente legata al Pierino e al Lupo da cui prende in titolo. E’ una storia di integrazione razziale fra i pentemini e una comunità di zingari che decide di fermarsi con carri, figli, bisnonni e bagagli “alla periferia di Pèntema”. Che già uno che ascolta, se un poco conosce i luoghi, capisce che qui c’è più fantasia che realtà. Pèntema ha una periferia? E un sindaco? E addirittura un assessore alla cultura? Robbe dei matti! Pèntema sembra una metropoli, ascoltando il Bacci Musso, con tutte le magagne politiche-ecclesiali di una città. Va beh, non importa che nella realtà Pèntema sia una piccolissima frazione di Torriglia, 40 case appiccicate l’una all’altra e alla chiesa su un fianco ruvido di una montagna ruvidissima dell’altissima valle Scrivia con un bel presepe contadino che riempie case e botteghe sotto Natale con personaggi in grandezza naturale. Qui, sulla scena, è una comunità attiva e viva, dove gli amministratori comunali litigano fra di loro, il prete spùlpita con la dentiera balenga, e insomma, non vi narro la storia se no non andate più a vederla.
Finisce bene, alla fine, a differenza di Shakespeare. Finisce bene, alla fine, a differenza anche della realtà, dove difficilmente i paesi – o le città – e le comunità zingare riescono a integrarsi davvero. Nella realtà mi pare che non ci sia nessun interesse da parte di nessuna delle due parti di integrarsi, se proprio devono vivere fianco a fianco al massimo si ignorano e ognuno resta nel suo. Oddio, anche a Pèntema non è facile, ma per fortuna c’è il lupo…
Gli zingari, si sa, suonano, e anche sul palco lo fanno. Quest’anno Bacci non è solo, il suo racconto-monologo-dialogo con Pino fuori scena ha intermezzi musicali allegri e graditi, una musica mi pare più gitana mentre io, chissà perché, mi aspettavo suoni balcanici alla Bregovic, ma sempre zingaresca è.

Un’ora in tutto, ottima. Anche nell’uso del dialetto, più intenso e più continuo. Gli anni scorsi mi ricordo una maggiore mescolanza di dialetto e lingua, qui la parlata è più stretta e più convinta, c’è persino una cantata finale di “Volare oh oh” tutta in zeneise. Chi è genovesofono a metà come me deve aguzzare le orecchie sempre e comunque ma la fatica si regge più che bene. Unico dubbio: “fiuri” per fiori. Ma fiore non è “sciô”?
Comunque l’evoluzione del Bacci Musso procede molto bene. Il sorriso sornione di Pino alla fine della prova generale mi è parso appropriato. Aspetto l’idea dell’anno prossimo. E di tornare ad ascoltare Pierino e il lupo di Pèntema su qualche piazza estiva della Liguria, fra oggi e fine agosto.

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