Seguendo l’atavica abitudine appresa durante gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza da mio padre, di guardare il telegiornale pranzando e cenando, ho appena finito di pranzare (oggi mercoledì 19 settembre 2012) ascoltando prima il pezzo finale del TG7 poi il TG3 regionale e ora, bevendo il caffè, la parte iniziale del TG3 nazionale.

Stanno parlando delle ruberie dei PdLini laziali e – a seguire – della folla di candidati alle primarie del PD. Nel mentre ascolto le giustificazioni di non-so-chi della Regione Lazio che dice che le feste in costume da Ulisse erano pagate a spese proprie, non con soldi pubblici.

E ancora una volta mi cascano le braccia e mi vien voglia di dire “forza M5S!”

Cosa che in realtà non dirò mai perché sono convinto che il mio ricco concittadino esagitato e barbuto con villa a Sant’Ilario e in Maremma sia una despota autoritario dittatoriale, un aspirante politico ben peggiore di qualunque signor Fiorito, Lusi, Belsito, Berlusconi, Alfano, Bersani, Renzi, Casini, Vendola e compagnia bella. Però belin….

Quel tizio – se ho capito bene è il capogruppo Pdl della Regione Lazio, si giustifica dicendo che le feste in costume con gli Ulissi e le donnine seminude sono state fatte a spese sue e non con soldi pubblici, ed è convinto che questa sia una giustificazione credibile….

NO, PER ME QUESTA GIUSTIFICAZIONE FA SCHIFO, COME MI FA SCHIFO COSTUI

E come – anche se per ignavia e pigrizia forse non l’ho mai detto esplicitamente quando era capitato di parlarne con gli amici nelle chiacchiere “da bar” – mi faceva schifo ai tempi dei festini bunga-bunga del Silvio brianzolo il ragionamento che “può invitare a casa sua ad Arcore chi vuole, tutte le ragazze ventenni che vuole, e può pagarle quanto vuole coi soldi suoi, e può anche far finta di scopare otto volte in una sera, queste sono cose private, sono fatti suoi”

NO NO NO NO, NON SONO D’ACCORDO

Esiste in giurisprudenza, amici legulei correggetemi se sbaglio, il concetto del “buon padre di famiglia”.

Secondo me i governanti di una nazione, o di una regione, o di un comune anche di 85 abitanti, devono essere dei “buoni padri di famiglia” per i loro governati e amministrati.
E se mio padre – buonanima – quando aveva l’età di Silvio B. avesse organizzato al sabato sera a casa sua – certo più modesta della villa di Arcore ma non importa – delle feste di “burlesque” con ragazze ventenni non avrei pensato che sono fatti suoi e non c’è problema, avrei pensato che mio padre era uscito di testa e si era totalmente ri…mbecillito.

Se lo stesso padre mio – alla più giovane età del capogruppo laziale di cui sopra – avesse fatto delle feste in costume vestendosi da Ulisse – o essendo genovese magari vestito da Cristoforo Colombo – avrei pensato le stesse cose e ritengo che l’Arma dei Carabinieri di cui era ufficiale avrebbe fatto bene a cacciarlo via a calci nel fondoschiena.

Governare e amministrare uno stato, una regione, un comune, secondo me impone ai governanti e agli amministratori un contegno pubblico ma anche privato da “buon padre di famiglia” che non si confà per niente ma proprio per niente con gli atteggiamenti pubblici e “privati” di tanti, troppi amministratori e governanti italiani di questi anni.

Molti miei concittadini parlano male di Mario Monti e invece a me tutto sommato piace e spererei che rimanesse al governo anche dopo le elezioni, e mi piace anche perché proprio non riesco a vedermelo mentre organizza festini in costume da Ulisse o assiste a spettacoli di burlesque con ragazze ventenni. Lui, pur nella sua inevitabile imperfezione di uomo, di tecnico e di politico, la faccia del “buon padre di famiglia” secondo me ce l’ha.

Basta, ho finito. Ora mi ascolto un po’ di Caravanserai di Carlos Santana che è meglio, dai.

(Scritto il 19 settembre 2012)

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