Amici di faccia e di libro

Rivista: Gazzettino Sampierdarenese
Editore: S.E.S. – Società Editrice Sampierdarenese
Luogo di pubblicazione: Genova
Data: 30 novembre 2017

Categoria: Tag: , ID:2302

Leggimi

Ai primi di novembre sono andato due giorni a Sorrento, dagli amici Maria e Salvatore. Lei creatrice di giardini e sostenitrice di progetti solidali, lui costruttore di manufatti, un po’ filosofi, lettori di libri degni di essere letti e appassionati della parte vegetale e animale dell’Universo. Avevo passeggiato l’ultima volta nel loro giardino edenico due anni e mezzo fa, c’era ancora mia moglie Donatella, ci salutammo con un arrivederci, ignari tutti e quattro che per lei sarebbe stato un addio. “La vita è quella cosa che ti succede mentre sei occupato a fare altri progetti”, diceva John Lennon… La vita segue le sue logiche dove il “male” ha lo stesso diritto di cittadinanza del “bene” ma anche nei suoi imprevedibili e talvolta distruttivi movimenti ciò che è solido rimane e prosegue. Una di queste solidità è l’amicizia. Quella vera. Che magari nasce senza che lo decidi, neanche te ne accorgi, sulle prime è semplice condivisione di interessi con persone distanti nello spazio e diverse nel modo di vivere la quotidianità. Poi ti accorgi che in silenzio e senza sciâto quel sentimento “a distanza” ha preso stabile dimora dentro di te e ti rendi anche conto che lo stesso è successo laggiù verso questi nuovi amici liguri. Amici: sono sempre restio a usare questa parola, vivendo in un mondo dove con un click su una tastiera diventi “amico” di qualcuno che magari non hai mai visto e di cui ignori quasi tutto. Per me l’amicizia (come l’amore per Enrico Ruggeri) “occupa i capillari molto lenta, mediando la ragione con un nuovo sentimento”. Io non frequento né Facebook né Twitter e non ne sento la mancanza; per carità, non vivo nel Castello della Pietra di Vobbia, ho lo smartphone e uso email e WhatsApp, comodissimo quando sono da solo e voglio comunicare con qualcuno, quindi viva la rivoluzione digitale; ma guardarsi in faccia – anche solo per due giorni ogni due anni – e “condividere” gli sguardi, i sorrisi e la mimica facciale, il tono della voce, sentire il contatto fisico degli abbracci, magari anche l’odore… L’amicizia è indispensabile alla vita e la fisicità è indispensabile all’amicizia. Gli abbracci di due amici valgono sette ore di viaggio in treno.

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