Betlemme, là dove tutto inziò

Rivista: Gazzettino Sampierdarenese
Editore: S.E.S. – Società Editrice Sampierdarenese
Luogo di pubblicazione: Genova
Data:  Dicembre 2008, anno XXXVI, n°11

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Dopo aver concesso libertà di culto ai cristiani, l’imperatore Costantino nel 326 volle costruire sulla grotta una chiesa, che fu ampliata e modificata dall’imperatore bizantino Giustiniano nel 540. Nel 614 Betlemme fu occupata dall’esercito persiano di Cosroe ma la basilica giustinianea venne rispettata; nel 638 fu la volta degli arabi, per i quali Gesù è l’ultimo grande profeta prima di Maometto, per cui anche questa volta la chiesa rimase intatta. Essa scampò anche alla distruzione di Betlemme durante la prima crociata, nel 1099. Poi Betlemme divenne poi sede vescovile e la basilica fu sottoposta a lavori di restauro nel 1169. Nel 1187 il Saladino pose fine al Regno Latino di Gerusalemme ma per la quarta volta la basilica della Natività fu risparmiata, e da allora, pur nell’andirivieni di governi e popolazioni – di nuovo i cristiani, ancora gli arabi, l’Egitto, i turchi ottomani, gli inglesi, la Giordania, Israele, l’Autorità Palestinese – non ha più subito danni e offese, tranne l’assedio subito nel 2002 durante la seconda intifada, quando per un mese duecento palestinesi vi rimasero chiusi dentro, circondati dall’esercito israeliano. Dallo statu quo del 1852 è divisa – come la “sorella” basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme – fra francescani (cattolici), greco-ortodossi e armeni. Che, alla faccia di quanto diceva Gesù (amatevi l’un l’altro…), ben che vada si ignorano reciprocamente, spesso si odiano cordialmente e talvolta si tirano botte da orbi, come è successo recentemente al Santo Sepolcro fra ortodossi e armeni. E non per divergenze su sottili quistioni teologiche, piuttosto per futili beghe da condominio.
Comunque, sarà il caso, sarà la mano di Dio che la protegge, sta di fatto che la basilica della Natività a Betlemme è una delle chiese più antiche del mondo. Il che non significa che sia una delle più belle, naturalmente…

 

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