Cento anni di Ciclistica

Rivista: Gazzettino Sampierdarenese
Editore: S.E.S. – Società Editrice Sampierdarenese
Luogo di pubblicazione: Genova
Data: 27 marzo 2018

Categoria: Tag: , ID:2714

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Torno alla Ciclistica di San Pier d’Arena, in via Walter Fillak 98r, dopo un anno e mezzo dalla mia prima visita a questa gloriosa e storica società, che venne fondata nel 1918 per volontà di operai e portuali per indirizzare allo sport i giovani della Manchester d’Italia e divenne nei momenti bui della storia una “Tana” per gli antifascisti e i partigiani – diciassette dei quali furono fucilati poco distante da qui, come ricorda una lapide. Ci torno per conoscere Angelo Lo Bartolo, il nuovo presidente che da pochi mesi ha sostituito Diana Calcagnini: simpatico e gioviale, si presenta come “uno dei soci più giovani, avendo 60 anni” e questo è motivo di preoccupazione perché lo scarso ricambio generazionale – comune peraltro ad altre associazioni antiche e blasonate – rende difficile essere totalmente fiduciosi sulle sorti dell’associazione centenaria. Ma per ora direi che è in buone mani… Buone e tante, il Presidente ci tiene a dire che il governo della Ciclistica è collegiale, c’è un gruppo dirigenziale, non un uomo solo al comando.
L’importanza storica e sociale della Ciclistica, come memoria della storia e come centro di aggregazione del quartiere, è ben chiara a tutti coloro che la conoscono e la frequentano, e la si frequenta per diverse ragioni. Ad esempio, il pomeriggio del nostro incontro nel salone al primo piano c’erano due tavoli pieni di bambini che facevano doposcuola assistiti dai ragazzi dell’ARCI. La società organizza anche corsi di Tai-Chi e – argomento assai diverso ma sicuramente molto importante – uno Sportello per assistere i migranti nel disbrigo delle pratiche burocratiche. E siccome bisogna anche sapersi divertire, sono apprezzate e gradite le gite sociali, durante l’anno. Chi non sente il bisogno di venire qui sono i ludopatici: è stata fatta la scelta etica di non tenere macchinette per il gioco d’azzardo, che diventano spesso una piaga sociale, specie nei quartieri popolari, e pazienza se la loro presenza porterebbe un po’ di soldi in cassa…
La Ciclistica, insieme ad altre associazioni, collabora alla gestione della “casa della Nora”: Eleonora Torre, nota come “Nora del Campasso”, fu partigiana durante la Resistenza ed è scomparsa nel 2004 dopo una vita dedicata all’ANPI e alle attività sociali del suo quartiere; la sua casa è un luogo della memoria per la storia italiana del XX secolo.
La filosofia di fondo dell’attività della Ciclistica è ben indicata dalle parole di Lo Bartolo: fare “politica” coi piccoli gesti, quelli che fanno poco sciato ma sono utili per migliorare la vita del quartiere e delle persone che lo vivono. Certo tutto ciò sarebbe più facile se entrassero i giovani; attualmente i soci sono circa 130 e la tendenza è di una lieve diminuzione negli anni, com’è inevitabile senza un vero ricambio generazionale. Alcuni ragazzi in realtà vengono, soprattutto per giocare a biliardo, ma alla lunga non durano, se ne vanno; si può sperare che diventando adulti ritornino, dopo aver maturato i ricordi e le sensazioni vissute nei confusi anni dell’adolescenza. Tra i soci ci sono anche alcuni stranieri; sarebbe utile se aumentassero di numero, considerando che costituiscono una parte importante della popolazione della zona ma la comunicazione reciproca non è così facile e ci si deve accontentare dei pochi.
Il fatto che quest’anno La Ciclistica compia cento anni non verrà certo dimenticato ma gli eventi che festeggeranno il secolo di vita non sono stati ancora decisi ufficialmente. Vorrà dire che ci rivedremo per parlarne a suo tempo.

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