Centododici anni di fratellanza e progresso con il Club dei Carbonai

Rivista: Gazzettino Sampierdarenese
Editore: S.E.S. – Società Editrice Sampierdarenese
Luogo di pubblicazione: Genova
Data: Novembre 2016, anno XLV, n°9

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Dal carbone al biliardo

Nel numero di settembre 2004, dodici anni fa, l’allora presidente del club “Fratellanza e Progresso fra Carbonai” scrisse una lettera al Gaz in occasione del centenario del suo circolo, uno dei più antichi e gloriosi della nostra città, fondato nel 1904 in via Galata, che era la strada dei “docks”, con molti magazzini che accoglievano le merci scaricate in porto. Oggi la via è dedicata a Pietro Chiesa, deputato socialista eletto in Liguria nel 1897 che molto operò per le rivendicazioni della classe operaia. Agli inizi del secolo scorso i lavoratori del carbone erano il gruppo più numeroso, organizzato e combattivo dei portuali genovesi, ben consapevoli del loro ruolo chiave di fornitori di energia; furono promotori di scioperi e agitazioni ma anche di attività cooperative e assistenziali. Dal 1912 la loro sede è il bell’edificio in stile “liberty-operaio” che fu costruito col personale contributo dei soci fondatori e che divenne rapidamente un punto di incontro molto popolare. Essendo un “covo” di socialisti e democratici il club non ebbe vita facile sotto il fascismo e dal ‘41 al ‘43 venne chiuso; dopo l’8 settembre ripresero le iniziative sociali e non mancò il sostegno ai partigiani. Nel 1949 l’iscrizione venne aperta a tutti e oggi vi sono soci di tutti i ceti e di tutte le categorie professionali.

L’attuale presidente, Ielmo Guala, mi racconta un po’ della vita sociale di questi  anni:  mi  porta  a  osservare  il grande affresco che riproduce alcuni momenti della vita degli scaricatori di carbone, dipinto nel 1994 dal pittore sampierdarenese Giovanni Clerici sulla parete di fondo della sala affollata da giocatori di carte e tavoli di biliardo. Le altre pareti ospitano  un’abbondanza di coppe e trofei vinti nei campionati locali e  nazionali  a  cui  partecipano le sette squadre di biliardo del club (l’anno scorso una è arrivata seconda ai campionati italiani); sulle pareti dell’ufficio invece spiccano le foto di alcuni giovani soci caduti nella Prima Guerra Mondiale, un secolo fa.

Oggi le attività principali sono gare sportive di biliardo, riunioni, conferenze, feste, balli e giochi, cene sociali; vi sono alcuni campi da bocce all’aperto e in un ampio locale seminterrato. I soci sono circa 250 tra cui, da alcuni anni,  alcune  donne;  quelli  che  scarseggiano sono i giovani: anche quelli che vengono per le bocce o il biliardo (si organizzano attività con le scuole) di solito poi si allontanano, la vita sociale esterna e l’onnipresente calcio li catturano… In effetti la difficoltà di ricambio generazionale è un problema comune a  tutte  le  associazioni di questo tipo, come abbiamo già visto in altre occasioni. Comunque la sensazione che si ricava trascorrendo un po’di tempo nella bella palazzina centenaria, tra la folla di soci presente a metà pomeriggio, ben dimostra che questi sampierdarenesi “diversamente giovani” sono più che soddisfatti della loro associazione, Quindi, lunga vita ai Carbonai, e pazienza se col  carbone del porto hanno ormai ben poco  a che fare.

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