Cinque anni di duro lavoro

Rivista: Gazzettino Sampierdarenese
Editore: S.E.S. – Società Editrice Sampierdarenese
Luogo di pubblicazione: Genova
Data: 10 luglio 2017

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Caro Sindaco, benvenuto. Scusa se ti do del tu senza conoscerti di persona, ma per i prossimi cinque anni tu sarai un po’ un padre per me cittadino genovese e a un padre si dà del tu e si vuol essere orgogliosi di lui, si vuole poter dire agli amici “il mio papà è il più bravo perché…”. So che non è facile fare il “buon padre di famiglia”sindaco di una grande città, però come si dice, hai voluto la bicicletta? E ora pedala, e pazienza se Genova non è città facile per i ciclisti… Intanto, ammettiamolo, parti un po’ zoppo, eletto dal 55,2% del 42,7% di votanti: è il 22,9% dei cittadini genovesi, davvero pochini. Si dice che gli assenti hanno sempre torto quindi chi non ha votato non si lamenti, comunque penso che nei prossimi anni dovresti aiutare il gregge dei non votanti a ricomprendere il fascino della democrazia partecipata. Certo, anche se fossi stato eletto con percentuali “sovietiche” il tuo lavoro sarà comunque una faticaccia, lo so; ma confido che da oggi al 2022 tu soprattutto, soprattuttissimo, penserai a Genova: lavorerai con impegno e onestamente, saprai prendere decisioni difficili e  anche  impopolari se sarà necessario e non  scaricherai sui tuoi collaboratori responsabilità e colpe nei momenti di difficoltà. Spero che attraverso il tuo lavoro tu riuscirai a far crescere nei genovesi  l’amore per Genova e la voglia di contribuire – ciascuno di noi a fare questa città più bella, più grande, più importante, più accogliente. Poi per carità, nessuno è perfetto, quindi so che non potrai risolvere tutti i mali presenti di Genova, ma nemmeno sarai la causa di tutti i suoi mali futuri; quindi non pretenderò la luna da te, né ti denigrerò se sotto la tua amministrazione Genova non diventerà la Città Ideale vagheggiata dai filosofi. Formulo a te, caro mio Sindaco, i miei più convinti auguri come genovese e come direttore del Gazzettino, li unisco a quelli della redazione e dei sampierdarenesi di ogni età e di ogni etnia. Essendo io credente, prego lo Spirito Santo che ti illumini e guidi nel tuo lavoro; se non fossi credente formulerei auspici affinché la Saggezza dell’Universo pervada la tua mente e ti mantenga capace, serio, onesto, operoso per questa nostra meravigliosa città. Con fiducia e speranza.

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