Con buon senso e saggezza

Rivista: Gazzettino Sampierdarenese
Editore: S.E.S. – Società Editrice Sampierdarenese
Luogo di pubblicazione: Genova
Data: 10 settembre 2020

Categoria: ID:3105

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Nel numero scorso avevo intitolato “L’estate del dopoguerra” ma mi chiedevo, scrivendo, se non stavo peccando di ottimismo e non avessi invece dovuto scrivere “La prima estate di guerra”; la situazione attuale mi fa pensare che la verità sia la seconda che ho detto: la guerra non è finita. Questo mi porta alla mente pensieri diversi… Girare per le strade in questa estate di libertà vigilata mi fa pensare a Gerusalemme: in quella affascinante città si mescolano persone che coi loro variegati abbigliamenti ostentano i loro differenti modi di credere o non credere in Dio; qui dimostriamo quanto crediamo o non crediamo alla malattia da come usiamo le mascherine: chi la tiene sul viso anche se guida la macchina da solo, chi la porta legata sotto il mento indossandola come un bandito del West solo quando entra nei negozi e nei bar, chi ce l’ha in tasca e non la fa vedere… Io sono del tipo due: faccio attenzione ma senza farmi attanagliare dalla paura; so bene che il virus esiste e gira ma non voglio “vivere da malato per morire sano”. Rifuggo le spiagge affollate e i luoghi della movida ma frequento ristoranti, alberghi, eventi culturali e musicali all’aperto, da solo e con amici. Anche perché, non avendo subito danni economici dal lockdown, voglio per quel che posso contribuire alla ripartenza di chi è rimasto bastonato e chi lavora nell’ospitalità e nella cultura lo è stato moltissimo. Contribuire nel mio piccolo a “far girare l’economia” lo considero un dovere civico. Poi ogni giorno guardo le tabelle dell’andamento del contagio, convinto che questo virus non sparirà mai più però impareremo a conviverci, magari con un valido vaccino. In agosto ho avuto contatti, come giornalista e come spettatore, col Festival Internazionale di Cervo, musica e teatro nella splendida piazza della chiesa dei Corallini: pur con tutti i distanziamenti del caso le serate facevano il tutto esaurito, segno che anche nelle afose notti della Riviera era forte e chiaro il desiderio di uscire di casa, incontrare gente, recepire cultura. Tutte cose che durante il lockdown abbiamo imparato a non dare per scontate; cerchiamo di mantenerle e godercele con buon senso e saggezza.

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