Dai palazzoni di Via La Spezia… ai sentieri dell’Appennino

Rivista: Gazzettino Sampierdarenese
Editore: S.E.S. – Società Editrice Sampierdarenese
Luogo di pubblicazione: Genova
Data: 30 settembre 2018

Categoria: Tag: , , ID:2770

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Chissà quanti sampierdarenesi sanno che infrattata – ma qui non ci sono fratte… diciamo “impalazzata” tra i grossi condominî di via La Spezia, nel centro di San Pier d’Arena, c’è la sede ligure di un’associazione nazionale che dal 1946 si occupa di escursionismo, con tutto ciò che ad esso è collegato. Come la manutenzione dei sentieri montani e della segnaletica che permette agli escursionisti (in itangliano contemporaneo si preferisce chiamarli “trekkers”) di percorrerli in sicurezza. Entro nella sede del Comitato Regionale Ligure della Federazione Italiana Escursionismo, F.I.E., per conversare col Vicepresidente del Levante, Emanuele Roccatagliata, e col Consigliere Giovanni Lanzone; si parla di associazionismo, di escursionismo, di segnaletica escursionistica…. Questo è un po’ il tasto dolente. Perché in Liguria la segnaletica dei sentieri è una cosa un po’ “de niätri”. Noi liguri, più segnatamente i genovesi e i savonesi, abbiamo da tempi quasi immemorabili l’uso di fornire attraverso la segnaletica anche informazioni di tipo geografico, per dir così. Mi spiego: è prassi che sulle nostre montagne i sentieri vengano indicati dipingendo su rocce e alberi dei simboli geometrici: quadrati, cerchi, triangoli, che possono essere sia pieni sia vuoti. Quelli del versante marittimo sono di colore rosso, quelli del versante padano sono di colore giallo e quelli che percorrono il crinale sono in azzurro. Un bel metodo di segnalazione perché chi cammina sui monti liguri ben sa che trovarsi sull’uno o sull’altro versante può comportare differenze di condizioni meteorologiche, di vegetazione, di ambiente e di paesaggio, e il colore della segnaletica riassume in sé tutte queste informazioni. Succede così, dicevo, da tempi quasi immemorabili: il Comitato Regionale della F.I.E. conserva un fascicolo “Itinerari di Montagna della Provincia di Genova segnalati durante l’anno XVI” pubblicato dal Servizio Escursionismo dell’Opera Nazionale Dopolavoro – Dopolavoro Provinciale di Genova. Dove quell’anno XVI sottintende “dell’Era Fascista” e corrisponde al 1938 dell’Era Cristiana. Nell’introduzione si legge che “Scopo del nostro lavoro è quello di indicare ai giovani la strada dei monti, palestra di elevazione morale e di saldezza di muscoli…. eccetera”. A prescindere dall’eccetera, in cui si capisce chiaramente l’epoca e la situazione politica in cui il fascicolo è stato pubblicato, non posso che essere d’accordo sul fatto che la strada dei monti può essere palestra di elevazione e di saldezza, e non solo per i giovani ma per chiunque la percorra, a qualunque età. Comunque, sfogliando il fascicoletto si vede che già ottant’anni fa i sentieri della nostra Provincia venivano distinti cromaticamente a seconda del versante in cui si trovavano, rossi quelli del versante a mare, in altro colore – non giallo ma bianco su fondo nero – quelli del versante padano. Semplice e chiaro. Ma è un sistema molto locale, che quasi non si ritrova altrove in Italia. Ed è in corso una riorganizzazione della segnaletica escursionista nazionale che vorrebbe eliminare questa peculiarità ligure per uniformare l’intera rete nazionale alla segnaletica “tipo CAI” con simboli bianco-rossi uguali per tutti e numeri per distinguere i sentieri l’uno dall’altro, indipendentemente dalla loro collocazione geografica e orografica. Qualcuno dirà che è un problema di poco conto, a fronte di tanti guai e tante difficoltà che questa città e questa regione sta affrontando. Forse, ma la perdita di “diversità” è un fatto negativo sempre, qualunque sia il contesto in cui essa viene persa; non c’è solo la biodiversità che si riduce anno per anno nel mondo contemporaneo, c’è la diversità culturale che soccombe sotto i colpi di una talvolta malintesa globalizzazione: si perdono dialetti, tradizioni, lingue, religioni, riti, forme “obsolete” di comunicazione… nel suo piccolo, anche la segnaletica escursionistica a base di simboli geometrici colorati è una forma di comunicazione, e come tale meriterebbe, credo, di essere conservata e tramandata; come quei prodotti agroalimentari tradizionali a base di castagne e di patate quarantine tutelati dalla Regione, anche i triangoli e i cerchi rossi gialli e azzurri raccontano un modo di vivere la montagna ligure che meriterebbe di non andare perduto. Il sito della F.I.E. è https://www.fieliguria.com/

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