Dênâ

Rivista: Gazzettino Sampierdarenese
Editore: S.E.S. – Società Editrice Sampierdarenese
Luogo di pubblicazione: Genova
Data: 15 dicembre 2017

Categoria: Tag: ID:2322

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Quand’ero piccolo, negli anni ’60, c’era Gesù Bambino. Non mi pare che Babbo Natale fosse tanto famoso, e figuriamoci Halloween e Black Friday. Poi ho capito che Gesù Bambino non esisteva ma rimaneva bellissimo aiutare mio padre a fare il presepio, sul tavolo portato su dalla cantina, coi monti, le casette, il muschio (il “pan di bosco”), lui era l’artigiano io il ragazzo di bottega, mentre mia mamma addobbava l’albero (finto, niente mozziconi di abeti moribondi); passando gli anni i ruoli si sono invertiti, io costruivo e mio padre faceva l’anziano garzone; ora i genitori non ci sono più e la tradizione di famiglia è passata soprattutto a mia sorella. Belli anche i Natali tra i venti e i trentacinque anni, con gli amici a scambiarsi i regali e a brindare in piazza dopo la messa di Mezzanotte. Fine Novanta-primi Duemila, per il pranzo a casa dei miei genitori venivano zii, cugini con figli, mia moglie, mio cognato, i nipotini, si allungava il tavolo e si pranzava in quindici, diciotto…è stato il periodo in cui mi sono goduto di più il senso del Natale in famiglia. Poi i parenti più anziani, e non solo quelli, hanno iniziato ad andarsene, il pranzo di famiglia esiste ancora ma è una versione ridotta. Persiste il Natale esteriore, commerciale, sberluccicante, fintamente felice… non voglio fuggirlo nascondendomi in una baita tra i caprioli delle Alpi Liguri, è anche bello girare per le città illuminate e decorate e capisco bene la sua importanza per il commercio e i commercianti, però fatico a cogliere il nesso con la celebrazione del miracolo di Dio che “viene ad abitare tra noi”. Certo si legge nel Vangelo che i pastori e i Magi portarono doni quindi un senso forse c’è; però a volte conto i giorni che mancano al 7 gennaio quando, sediuvuole, come diceva mia nonna, tutto sarà finito. Ma comunque anche quest’anno pregherò Dio che in qualunque parte del mondo, indipendentemente dal nome con cui i suoi figli Lo pregano, Lo invocano, Lo offendono e Lo bestemmiano, ci aiuti a percepire, a vivere, a diffondere il vero spirito del Natale del Salvatore del mondo nato povero tra poveri per portare “pace in terra agli uomini di buona volontà”.

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