Dovrebbe crescere nello spazio: si chiama Ioduro di mercurio

Rivista: Diamante. Applicazioni e tecnologia.
Editore: G&M Associated
Luogo di pubblicazione: Milano
Data: 1998, anno IV, n°14

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“Se si vuole ottenere i migliori risultati dallo ioduro di mercurio, occorre che i cristalli siano di ottima qualità, ossia senza difetti strutturali, senza impurezze, praticamente perfetti.
Occorre quindi farli crescere bene ma è un lavoro difficile, per ora. Sicuramente si è constatato che i cri-stalli migliori sono prodotti mediante la tecnica della crescita da vapore. Purtroppo si verifica un altro inconveniente: il vapore di HgI2 che va a depositarsi sul germe cristallino per farlo crescere viene riscaldato tra i 100 e i 130°C, ma a quelle temperature il cristallo di HgI2 non è rigido, anzi è piuttosto plastico e può piegarsi sotto il proprio peso. Ne consegue che quando viene raffreddato sino a raggiungere la temperatura ambiente in cui dovrebbe essere arzillo e operativo si è ormai deformato ed ha ridotto di molto le sue mirabolanti proprietà. Sarebbe, perciò, bello farlo crescere “nello spazio”, dove non c’è la gravità che lo appesantisce e lo deforma…”

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