Elzeviro

Rivista: Gazzettino Sampierdarenese
Editore: S.E.S. – Società Editrice Sampierdarenese
Luogo di pubblicazione: Genova
Data: Maggio 2015, anno XLIII, n°5

Leggimi

Una delle cose che più mi piacciono del lavoro che faccio, scrivendo di cose varie dell’Italia a scopo di promozione turistica e divulgazione culturale, è che ho la possibilità di incontrare e conoscere almeno superficialmente persone “belle”. Gente  generalmente  sconosciuta  ai  più,  che  attraverso le professioni e le attività che svolge dimostra che l’Italia, la mia, la nostra, la vostra patria non è ricca soltanto di individui di dubbia moralità, odiose intenzioni e discutibili comportamenti che occupano spazio nei giornali e in tv ma è anche altrettanto ben fornita di persone serie, oneste, intelligenti, che amano questo pezzetto di mondo in cui vivono e si impegnano per renderlo un po’ migliore di come l‘hanno trovato (per dirla come Baden Powell). Alcuni sono agricoltori e allevatori; altri si occupano di turismo, altri ancora di artigianato e di commercio; qualcuno lavora per la tutela del territorio, altri hanno a che fare con l’arte e con la storia o con le tradizioni culturali…. Alcuni rientrano in più d’una di queste categorie contempora- neamente. Molti continuano una tradizione professionale di famiglia ma c’è anche chi ha deciso in piena libertà di rinunciare a un lavoro sicuro per dedicarsi ad attività più libere ma più incerte: la ex-commessa di negozio in una località della Riviera che ora gestisce un gregge di capre e un agri- turismo nei boschi delle Alpi Liguri – ad esempio – o l’ingegnere lombardo che acquista e rimette in produzione un vigneto abbandonato sulle colline di Levanto. Sono sicuro che nessuno di costoro è o diventerà mai molto ricco. Non credo che facciano parte di ”lobbies” in grado di influenzare indebitamente a loro vantaggio l’azione di politici e amministratori. Delle attività che riempiono la loro vita ne parlano con passione a chi si fa decine o centinaia di chilometri per andare a conoscerli ma certo non sono di quelle professioni che danno gloria e potere. Ammesso che ’sta gloria e ’sto potere ”neither you Simon… nor… Jerusalem itself… understand what power is, understand what glory is” (né tu Simone.. né la stessa Gerusalemme capite cos’è il potere, capite cos’è la gloria) cantava una quarantina d’anni fa con toni malinconici Jesus Christ Superstar a uno scalmanato Simone Zelota. Ogni volta che grazie al mio lavoro ho occasione di conoscere qualcuno di questi “italiani brava gente” mi rallegro e mi compiaccio di essere loro concittadino e chissenefrega dei politici, dei calciatori, dei divi televisivi, degli uominicchi e delle donnicciuole che fanno notizia anche se non sono degni nemmeno di sciogliere il legaccio dei sandali a tutti questi onesti lavoratori italiani dell’Italia vera. Alcuni di essi li ho incontrati una volta, per poche ore, e anche se li ricordo con simpatia non ne ho più ripreso i contatti. Con altri qualche forma di contatto è rimasto, con alcuni oserei anche dire che è nata una quasi-amicizia e mi fa piacere che sia così. Sarò retorico ma finché ci sarà gente come loro ci sarà vita e speranza per questa nazione.

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