Elzeviro

Rivista: Gazzettino Sampierdarenese
Editore: S.E.S. – Società Editrice Sampierdarenese
Luogo di pubblicazione: Genova
Data: Dicembre 2015, anno XLIV, n°10

Leggimi

Il primo dicembre sono state arrestate alcune persone in Italia e in Kosovo che diffondevano via internet messaggi pro Isis e – fra l’altro – dicevano che Papa Francesco sarebbe stato l’ultimo papa. Il loro arresto secondo me è cosa buona ma non è di terrorismo che voglio parlare ora.

Alla fine del Cinquecento fu pubblicato un documento dal titolo Prophetia Sancti Malachiae Archiepiscopi, de Summis Pontificibus attribuito a San Malachia, vescovo irlandese del XII secolo, ma che gli storici considerano un falso tardocinquecentesco. Questa “profezia” riporta brevi motti riferibili ai papi da Celestino II, papa nel 1143-1144, all’ultimo pontefice che regnerà ai tempi della fine del mondo. Per l’ultimo papa l’autore della profezia non si limita a poche parole come – ad esempio – ex castro Tiberis (dal castello sul Tevere) per Celestino II o gloria olivae (gloria dell’olivo) che cronologicamente viene riferito a Benedetto XVI; per l’ultimo papa si legge “In persecutione extrema Sanctae Romanae Ecclesiae sedebit Petrus Romanus, qui pascet oves in multis tribulationibus; quibus transactis, civitas septicollis diruetur, et Judex tremendus iudicabit populum suum. Finis”. Traduciamo: “Durante l’ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa siederà Pietro Romano, che pascerà il gregge fra molte tribolazioni; passate queste, la città dai sette colli sarà distrutta e il tremendo Giudice giudicherà il suo popolo. Fine.” Ecco, succede che questa apocalittica profezia si riferisca al successore di Benedetto XVI, cioè all’attuale Papa Francesco…

Io non credo alle profezie e basta guardarsi attorno per rendersi conto che chi segue fedi e teorie apocalittiche si è sempre trovato beffato giacché – grazie a Dio, mi permetto di dire – il mondo non è ancora finito… Giusto per rinfrescare la memoria, ricordate il casino che sarebbe dovuto succedere coi computers il primo gennaio del 2000? E con la presunta fine del calendario Maya il 21 dicembre 2012?

Personalmente resto fedele a Matteo 25:13: “Vegliate perché non sapete né il giorno né l’ora”, riferibile sia alla morte fisica di ciascun singolo essere vivente quanto alla fine del mondo in senso cosmico e che significa, mi pare, che è saggio essere sempre pronti (estote parati, si diceva quando ero scout) ma che è inutile scervellarsi in elucubrazioni angoscianti. Insomma, come dice Abraracourcix, capo del villaggio gallico di Asterix “che il cielo ci cadrà sulla testa è sicuro, ma certamente non domani”.

Non credo davvero che Jorge Mario Bergoglio sarà l’ultimo papa della chiesa cattolica, ma penso, credo, spero che dopo di lui Santa Romana Chiesa sarà un po’ diversa: Papa Francesco sta cercando di chiudere una lunga fase della storia del papato e di aprirne una nuova, più umile, più onesta e più vicina ai “piccoli” tanto amati da Cristo, una fase in cui la Chiesa “scenda dal piedistallo” sopra cui per secoli ha amato porsi per farsi riverire e adorare in un certo senso sostituendosi idolatricamente a Dio. Non so se riesco a spiegarmi ma siete Lettori Intelligenti, su…

L’attuale vescovo di Roma abita in un appartamentino, mangia alla mensa comune [forse anche perché così evita di essere avvelenato…] e dice “chi sono io per giudicare?”. Mi pare che siano comportamenti che Gesù avrebbe apprezzato, lui che diceva “non giudicate per non essere giudicati”, pranzava con discepoli e amici, spesso non ebbe “una pietra su cui posare il capo” per riposare e non visse mai in superattici con vista sul Cupolone. Quindi forse si, in un certo senso Bergoglio Francesco potrebbe davvero essere l’ultimo papa. No, anzi, meglio: essere il primo di un nuovo tipo di papi…

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