Formarsi al Don Bosco per trovare lavoro

Rivista: Gazzettino Sampierdarenese
Editore: S.E.S. – Società Editrice Sampierdarenese
Luogo di pubblicazione: Genova
Data: 15 dicembre 2018

Categoria: Tag: , , ID:2826

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Natale, tempo di regali; si dice così, no? E quale regalo più bello per un giovane, a Natale ma anche in ogni altro giorno dell’anno, dell’essere aiutato a trovare lavoro con una formazione professionale ben fatta? Tra coloro che si danno da fare in maniera seria – senza affidarsi a bislacchi navigatori di dubbia capacità marinara – c’è il CNOS-FAP, che mi è stato presentato da Don Simoni, suo delegato presso il Don Bosco di San Pier d’Arena. Sta per “Centro Nazionale Opere Salesiane – Formazione e Aggiornamento Professionale” ed è l’interfaccia tra i Salesiani e il mondo della formazione professionale. È un’istituzione formativa che accoglie i ragazzi che dopo la terza media intendono percorrere un cammino di educazione integrale che sviluppi armonicamente la loro personalità in tutte le direzioni (etiche, religiose, sociali, intellettuali, affettive, operative, creative) secondo il “Progetto Educativo Salesiano”, che presta attenzione al giovane come individuo e al suo sviluppo come persona completa. Perciò oltre agli studi qui si cura la formazione del carattere, si promuovono i valori cristiani e il senso di solidarietà. Un’educazione che per Don Bosco consisteva nel “formare onesti cittadini e buoni cristiani”.
Dall’Opera Don Bosco dipendono tre scuole di formazione professionale: una in loco a San Pier d’Arena, una a Quarto dei Mille, una a Vallecrosia in provincia di Imperia. Nella “nostra” studiano una sessantina di ragazzi tra i 14 e i 18 anni, divisi in corsi di circa venti studenti ciascuno, che al termine degli studi si specializzano con la qualifica di elettricisti e manutentori di impianti civili e industriali. Altri elettricisti, insieme ai meccanici auto, escono dalla scuola di Quarto, a Vallecrosia si diventa invece operatori turistici. C’è anche il progetto di una quarta sede scolastica da aprire ad Alassio, per operatori nel turismo e nella ristorazione.
Don Simoni fa notare che è un modo di procedere tipicamente salesiano: in effetti Don Bosco iniziò la sua opera a San Pier d’Arena con un laboratorio di falegnameria, legatoria, tipografia. Oggi cambiano le categorie professionali ma il metodo rimane valido per avviare al lavoro i ragazzi. E il lavoro lo trovano con una certa facilità, sia i ragazzi italiani sia gli stranieri (sono circa il 40%) perché ci sono tanti mestieri e tante professioni “pratiche” che hanno necessità di lavoratori giovani ed esperti ma non altrettanti giovani che hanno voglia di cimentarsi in quei settori. Al Don Bosco si usa una metodologia molto “lavoratoriale” e personalizzata sui singoli ragazzi, che aiuta a ottenere risultati interessanti. Insomma, diciamo che qui i ragazzi imparano a fare qualche cosa di veramente concreto. Fino all’anno scorso la scuola era solo maschile, ora si apre alle ragazze, in collaborazione con l’ISCOT Liguria, un istituto di ricerca, formazione e consulenza che opera soprattutto nei settori del commercio, turismo e servizi; la collaborazione riguarda il settore dei cosiddetti “operatori del benessere”, che si occupano di estetica, acconciatura e in generale del trattamento dell’aspetto della persona. Altre notizie si possono trovare sui siti
https://donboscogenova.org/formazione-professionale/ e https://www.cnosfap.it/

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