Gioie e magagne di Promontorio borgo di campagna

Rivista: Gazzettino Sampierdarenese
Editore: S.E.S. – Società Editrice Sampierdarenese
Luogo di pubblicazione: Genova
Data: Novembre 2015, anno XLIV, n°9

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Il “paesello” di San Pier d’Arena

San Pier d’Arena borgo di campagna… Non è vero tranne che al Promontorio, dove veramente sembra un po’ di non essere in città. Qui vive una comunità di persone che si conoscono, si salutano per strada e dimostrano un sincero affetto per il loro “paese” che osserva dall’alto, dal fresco e dal verde la vita più disordinata e sovente più anonima di San Pier d’Arena bassa. E il “giornalista” che sale sin lassù dalle basseterre del centro cittadino e si ferma a prendere un caffè al bar accanto agli ingressi del duplice cimitero, si trova a chiacchierare col barista e con gli avventori che gli danno del tu come vecchi amici. E chiacchierando si rallegrano del bello che questo borgo di collina offre ai suoi abitanti ma, siccome la perfezione non è di questo mondo, hanno anche validi motivi per lamentarsi di ciò che potrebbe andar meglio. Ad esempio la manutenzione dell’arredo urbano: a parte la piazzetta sul crinale di via Promontorio dove sono terminati da pochissimo i lavori di restauro e abbellimento, altrove i marciapiedi sono sporchi, spesso infestati da erbacce – invece sarebbe bello se ci fosse qualche fioriera con piante fiorite e da residui organici lasciati da proprietari di cani maleducati (i proprietari, non i cani); qualche lavoro di sistemazione se lo fanno gli abitanti di propria iniziativa, come mettere un po’ di asfalto freddo a tappare i buchi che si aprono sui marciapiedi e sulla strada, ma è poco. Ci si lamenta anche per i ragazzini “bulletti” che talvolta salgono dalle basse quote a  disturbare  i  ragazzi di qui;  mi  sembra  d’aver  capito  che è un problema limitato, forse  anche perché la zona è distante e scomoda da raggiungere, ma fra gli  adulti c’è apprensione e sentono la necessità di vigilare. Meglio prevenire che dover poi reprimere.

Un problema più specifico è quella piccola ma costante fuoriuscita d’acqua in mezzo a via alla Porta degli Angeli che solamente negli primi giorni di novembre è stata presa in carico dagli addetti del Comune per essere sistemata ma per anni e anni ha buttato acqua sulla strada e magari anche sotto. A valle ci sono orti e alberi ma ci si chiede dove vada a finire quest’acqua che pian piano si rosicchia l’asfalto. E se scavasse una voragine sotto la strada? Proprio a monte della “sorgente stradale” c’è una boscaglia disordinata di ailanti e canne chiusa da muri e recinzioni e dentro il bosco appare un edificio rosa: è Villa Bracelli, che all’inizio del Novecento divenne l’Opera Pia Ospizio Scaniglia-Tubino, apprezzata casa di riposo per invalidi del lavoro e anziani bisognosi di San Pier d’Arena (ospitava circa settanta persone). È la vergogna del quartiere perché nel 1999 fu chiusa per essere messa in sicurezza a norma di legge ma alla fine dei (lunghi) lavori terminati nel 2014 non fu più riaperta; ora è gestita dall’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona Emanuele Brignole ma è vuota, anzi no, probabilmente è abitata abusivamente, e il giardino è totalmente abbandonato, col pericolo che questa vegetazione incolta prenda fuoco, e sarebbe un bel problema; oltre al dispiacere di veder andare in rovina un edificio che ebbe una sua storia e che ancora potrebbe essere utilizzato per la comunità. Ci sarebbero altre cose da dire su Promontorio ma lo spazio a disposizione è finito. Magari nei prossimi mesi…

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