Grigio di Liguria

Rivista: Genova Impresa
Editore: Assoindustria
Luogo di pubblicazione: Genova
Data: 2003, n°5

Categoria: Tag: , , ID:719

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“La Liguria è terra leggiadra, come scrisse il poeta e come si studiava nelle elementari, ma è anche terra colorata; qui ci sono il blu del mare, il verde delle colline, i rossi e i rosa delle facciate dipinte di case marinare e palazzi patrizi, il giallo di mimose e ginestre… e il grigio dei tetti in ardesia.
Ardesia pietra di Liguria, oro nero di questa terra arzigogolata, tetto muro pavimento portale cucina decorazione strada tomba per millenni di generazioni di Liguri che l’hanno scavata, spaccata, tagliata, lavorata, commerciata, dagli industriali fontanini del XXI secolo che la esportano attraverso i sette mari del mondo, su fino ai Romani e ai Ligures della proto-Chiavari che nell’VIII-VII secolo a.C la usarono per la loro necropoli, conficcandola in lastre nel terreno. Una specie di cimitero ebraico di Praga ante litteram… C’è chi sostiene che il nome dei Tigullii, il popolo ligure che abitava questa zona, derivi da tégula, lastra di copertura.
“Dì, buon Ligure, fatti manifesto: / ardesia che è?” direbbe San Pietro a un ipotetico Dante lavagnino: l’ardesia ligure (il “pane che dorme” era detta in Fontanabuona) è una roccia di origine sedimentaria formatasi sul fondo del mare tra 30 e 70 milioni di anni fa; più precisamente è uno scisto argilloso di colore grigio scuro ricco di carbonato di calcio…”

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