Il confronto

Rivista: Gazzettino Sampierdarenese
Editore: S.E.S. – Società Editrice Sampierdarenese
Luogo di pubblicazione: Genova
Data: 31 gennaio 2019

Categoria: Tag: ID:2831

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Un giorno a Sanremo ho incontrato due Testimoni di Geova che mi hanno chiesto se potevo scambiare due parole con loro su Dio e sulla Bibbia. Chi mi conosce sa che io considero Dio un argomento di conversazione sempre interessante, in quel momento non avevo fretta, quindi ho acconsentito; ci siamo seduti su una panchina e ci siamo fatti un’oretta di chiacchiere. Su Gesù Cristo, la Genesi, l’origine del mondo, l’evoluzione biologica, il concetto di verità, cose così. Uno dei due, il signor Riccardo, si è dimostrato uomo di profonda cultura filosofica, scientifica e teologica; legge i Vangeli in greco e il Corano in arabo (e so quanto basta dell’una e dell’altra lingua per capire che non mi stava prendendo in giro), si muove con disinvoltura tra i filosofi antichi e moderni, insomma lui parlava della sua visione di Dio e del mondo e io esprimevo i miei pensieri di cattolico-sovente-perplesso; ne è scaturito un bel dialogo, impegnativo ma ricco di “leggerezza” nel senso inteso da Italo Calvino e Paul Valéry. Al termine ci siamo salutati affabilmente, ovviamente ciascuno rimanendo nelle proprie convinzioni ma arricchiti (almeno io, ma forse anche lui) di nuovi pensieri, sensazioni, idee, dubbi. E tornando a casa pensavo come sarebbe bello se tutti i confronti tra persone che hanno convinzioni e idee diverse fossero così. Si parla e si discute non per convincere (vincere con) l’interlocutore (avversario) ma per aumentare la propria reciproca conoscenza delle cose e del mondo. Poi, magari, una delle due parti cambierà opinione e si “convincerà”, ma anche se non succede va bene uguale. Troppo sovente invece il dialogo tra parti diverse – in politica, economia, sport, religione, nei “social” – consiste nel denigrare gli interlocutori, trasformandoli in mentecatti che meritano disprezzo e odio. Certo, per poter ascoltare gli altri dovremmo abbandonare la convinzione che la ragione sia sempre dalla nostra parte e il torto sia riservato agli altri. Purtroppo nel mondo attuale per ottenere il potere e il plauso delle folle sembra necessario avere (o inventarsi) dei nemici brutti sporchi e cattivi da disprezzare. Io preferisco il signor Riccardo, ecco.

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