Il paesaggio di villa nel Ponente genovese: da paradiso di delizie a periferia industriale

Rivista: L’Universo
Editore: I.G.M.
Luogo di pubblicazione: Firenze
Data: 2003, anno LXXXIII, n°1

Categoria: Tag: , , ID:660

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“Che il paesaggio delle Riviere liguri sia ameno e gradevole non è una scoperta dei vacanzieri autostradali del Duemila, né dei ricchi giramondo inglesi di fine Ottocento, iniziatori del turismo moderno. Le fasce lavorate e coltivate sui colli che guardano il mare e nelle brevi piane dei torrenti furono per secoli fonti di approvvigionamento alimentare per le città della Liguria. Ma non era solo una campagna utile, era anche piacevole, specie per la sensibilità degli aristocratici che…potevano immaginare i loro possedimenti agrari come luoghi di delizie estetiche e spirituali, simulacri di quel paradiso terrestre perso in epoca immemorabilmente antica ma il cui ricordo di una convivenza felice tra uomini e natura persiste nel tempo…
Il paesaggio di villa del Genovesato è parte integrante della storia degli uomini che hanno fatto grande e meno grande questa città nei suoi ventisette secoli di esistenza. Però è difficile oggi rendersi conto di cosa sia stata la campagna genovese dei secoli tra il XV e il XIX: l’espansione industriale del secondo Ottocento e del Novecento ha modificato irrimediabilmente il territorio…altri gravi danni ha fatto anche l’incontrollata espansione della sciatta edilizia residenziale del secondo Dopoguerra, figlia degenere del Razionalismo, e oggi la memoria del passato rimane soprattutto nelle antiche raffigurazioni pittoriche di un Ponente sfarzoso e lussureggiante.”

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