Il più bel passatempo dell’inverno: andar per presepi

Rivista: Gazzettino Sampierdarenese
Editore: S.E.S. – Società Editrice Sampierdarenese
Luogo di pubblicazione: Genova
Data: Dicembre 2011, anno XXXIX, n°11

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Grandi capolavori di arte popolare

La tradizione germanica dell’albero di Natale ormai ha messo profonde radici (è il caso di dirlo) anche in Italia, e ce la teniamo volentieri. Però il modo veramente italiano di celebrare il Natale è il presepe. E questo è un argomento in cui i genovesi sanno dire la loro con autorevolezza e nobiltà di tradizione; vale la pena trascorrere un pomeriggio in giro per la città ad ammirare questi capolavori della tradizione, della devozione, dell’arte. Fra i tanti presepi genovesi mi limiterò a citarne tre, scelti fra i più celebri o semplicemente fra quelli che a me piacciono di più. Uno è un gioiellino d’arte, gli altri sono magnifici presepi “liguri” nel senso che ambientano la nascita di Gesù nel paesaggio rurale e marino della nostra regione. Alto e panoramico sopra San Pier d’Arena, il santuario di Nostra Signora di Belvedere nel 1285 era la chiesa di Sancte Marie de Bervej de Janua delle monache Agostiniane e oggi appare nel suo elegante aspetto seicentesco; il suo piccolo, elegante presepio sta tutto in una nicchia dell’unica navata della chiesa, protetto da vetri, e  raffigura  il  chiostro  del  1290,  contiguo alla chiesa. È una vera opera d’arte di importanza storica: gran sfoggio di eleganti abbigliamenti barocchi per le statuine, che sono opera di artisti della  scuola  di  Anton  Maria  Maragliano;  anzi,  qualcuno  dice  che  siano proprio del Maestro…

Appena a nord del nostro quartiere, a San Bartolomeo della Certosa a Rivarolo, entra in scena la Liguria nel suo duplice aspetto di regione di mare e di monti: sullo sfondo di monti innevati su cui cade la pioggia e tuonano i lampi, si anima un paesaggio di colline con case rurali, campi lavorati, botteghe artigiane, e in primo piano c’è un coloratissimo borgo di riviera con tanto di gozzo all’ancora; e per ricordare ai visitatori che siamo proprio in Liguria, la piazzetta che scende alla spiaggia si chiama piazza Cristoforo Colombo; i fratelli Peditto, autori-artisti del presepio della Certosa, assicurano che quest’anno ci sarà qualche “novità”… quale sia, lo sapremo il giorno di Natale. Affascinante per la ricchezza di dettagli e particolari è anche il presepio del SS. Nome di Gesù a Geo di Ceranesi; nelle botteghe e nella campagna ferve l’attività di contadini, fornai, operai, massaie, pastori e quant’altre categorie sociali ed economiche possano popolare questa fantasia di Liguria rurale di 2011 anni fa. Stupende sono anche le case in primo piano, arredate all’interno con mobili, letti, suppellettili di cucina… Una cura dei dettagli che fa venir voglia di entrarci! E non mancano alcuni simpatici anacronismi, come la statua della Madonna a metà del ponte, il santuario della Guardia sulla cima del colle e la vecchia guidovia che da Ceranesi un tempo portava sin lassù. Sono tre meraviglie, questi presepi, e meraviglioso è anche il lavoro necessario ogni anno per realizzarli, lungo, impegnativo e appassionante per i volontari che se ne fanno carico – che sono per lo più parrocchiani pensionati con sufficiente tempo libero…

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