Il poggio delle stelle di Gian Domenico Cassini

Rivista: La Casana
Editore: Carige
Luogo di pubblicazione: Genova
Data: 2020, n°1

Categoria: Tag: , , ID:3075

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“Se quel tal Rainaldo de’ Conti di Ventimiglia non avesse costruito un castello nel luogo che da lui si nominò Poggio di Rainaldo, e di poi Perinaldo il borgo che seguì, esso borgo si sarìa ben potuto chiamare Poggio delle Stelle, imperocché mai altrove ebbi ventura di mirare un siffatto firmamento“(1)

A me piace arrivare a Perinaldo “alle spalle” attraverso i silenziosi boschi del monte Bignone. Ma chi sale i tornanti dalla riviera e osserva il paese sul crinale della collina ben comprende perché sia un “poggio delle stelle”. Immagino il giovane Gian Domenico Cassini che osserva il cielo nelle limpide notti d’inverno e alzando le braccia immagina di toccare le stelle sopra di lui. Capisco che poi abbia trovato nell’astronomia la sua passione.
Il borgo sorse intorno al Mille come Podium Rainaldi sotto i marchesi di Dolceacqua, il cui territorio fu acquistato nel 1288 da Oberto Doria, rimanendo alla famiglia Doria fino alla cessione a Carlo III di Savoia nel 1524. Gian Domenico Cassini nacque a Perinaldo l’8 giugno 1625 e passò alla storia come matematico, astronomo, ingegnere, medico e biologo… francese. Prima di diventare ufficialmente francese nel 1673, Cassini fu professore di astronomia all’Università di Bologna, dove nel 1657 realizzò la grande meridiana della basilica di San Petronio; nel 1669 fu chiamato alla corte di Luigi XIV, il Re Sole, per dirigere l’Osservatorio astronomico parigino. Anche suo figlio, Jacques Cassini, un nipote César-François Cassini e un pronipote furono astronomi di una certa fama. Gian Domenico è ricordato per una congerie di studi fondamentali per lo sviluppo dell’astronomia e della meccanica celeste; menziono soltanto la prima conferma osservativa della seconda legge di Keplero, la scoperta di quattro satelliti di Saturno e della divisione (detta “di Cassini”) negli anelli del pianeta, la scoperta della “grande macchia rossa” di Giove, la misura della distanza Terra-Marte, i primi studi sulla velocità della luce (fino allora ritenuta infinita). Ma c’è molto altro nella vita di quest’uomo che ebbe “rigore assoluto, e immaginazione, senza de’ quali sarebbe arduo andar per itinerari che non hanno confini”(1). A Perinaldo nacque anche Giovanni Domenico Maraldi, figlio della sorella di Gian Domenico Cassini e anch’egli astronomo a Parigi, che fu incaricato da Papa Clemente XI di collaborare alla realizzazione della meridiana della basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma inaugurata nel 1702. Insomma, un paese, una famiglia, una vocazione.

Il seicentesco convento dei Frati minori, con chiesa barocca e un raro campanile triangolare, è sede del Municipio e dell’Osservatorio Astronomico Comunale “G.D.Cassini” che vide la luce (delle stelle) nel 1989, quando il Sindaco Francesco Guglielmi decise di costruire sul tetto del Municipio una cupola motorizzata di 3 metri di diametro in cui fu installato un telescopio riflettore newtoniano di 380 mm di apertura e di 1700 mm di focale proveniente da una donazione; col suo ampio diametro e la sua grande luminosità è ideale per osservare galassie, nebulose, ammassi stellari e tutti gli oggetti più bui del cielo. Ci sono altri telescopi utilizzati per osservare il Sole, i pianeti e le stelle doppie e un planetario che proietta il cielo di tutto l’anno in una stanza, anche quando il brutto tempo non permette osservazioni al telescopio. Lo stesso edificio ospita il museo Cassiniano con documenti e reperti su Cassini e Maraldi e il museo Napoleonico con documenti su Napoleone e la sua permanenza a Perinaldo. Nel centro storico, lungo il carrugio di via G.D.Cassini si può percorrere a piedi il Sistema Solare… nel 2004 sono state posizionate lungo la via, in scala di distanza 1:10.000 miliardi, alcune piastre in pietra che rappresentano il Sole e i pianeti fino a Saturno, il più lontano visibile ad occhio nudo e noto ai tempi di Cassini.

Il 15 ottobre 1997 fu lanciata la sonda spaziale Cassini-Huygens per lo studio del sistema di Saturno e ciò produsse a Perinaldo un fiorire di attività di studio e divulgative, tra cui ricordo il Primo Congresso Scientifico Internazionale “Cassini-Huygens, una missione esplorativa di spazio profondo” nel novembre 1997, la prima Festa dell’Astronomia per salutare l’arrivo della sonda Cassini-Huygens nel sistema di Saturno nel luglio 2004, la seconda Festa dell’Astronomia per festeggiare la discesa della sonda Huygens su Titano nel luglio 2005 e nel novembre 2011 il Convegno Internazionale “La Missione Cassini-Huygens svela il Sistema di Saturno”. Eventi organizzati da Stellaria, associazione che si occupa di divulgazione e didattica dell’astronomia, che ha gestito l’Osservatorio sino al 2015 e ha fatto dell’intero paese un “teatro dell’astronomia”. C’è il Giardino del Sole con l’Eclitticum che rappresenta il piano dell’orizzonte e visualizza il ciclo delle stagioni, solstizi ed equinozi, asse di rotazione terrestre, altezza della stella polare, punti del sorgere e tramontare del Sole ai solstizi e agli equinozi. C’è un orologio solare verticale (una “meridiana da muro”) e un interessante orologio solare analemmatico in cui l’osservatore funge da gnomone: ponendosi sulla pedana con i talloni all’altezza del giorno corrente, la sua ombra indica l’ora secondo il tempo solare del meridiano di riferimento del nostro fuso orario (15° E).
Nel Giardino delle Stelle del Nord si può osservare il cielo del nord e visualizzare alcuni elementi di meccanica celeste, la rotazione terrestre e il movimento apparente delle stelle, con la Ruota delle Circumpolari il cui asse di rotazione punta alla Polare e permette di trovare le costellazioni circumpolari, col Quadrante che consente di misurare la distanza angolare di ogni stella visibile dalla stella polare, con gli Allineamenti che rilevano la posizione della levata e del tramonto di alcune stelle, con un pannello panoramico che riporta il cielo del nord in ogni stagione.

Ma la “star” del paese delle stelle è la grande meridiana del santuario di N.S.della Visitazione: la seicentesca chiesa è situata su una panoramica collinetta a sud del paese e per molti è la “chiesa voluta dal Cassini sul meridiano”. Non è vero, fu costruita prima della nascita dell’astronomo e non è orientata sul meridiano, però il “mito” ha spinto nel 2005 a progettare una grande meridiana a camera oscura(2) per il santuario. La Meridiana della Visitazione è la prima di queste dimensioni realizzata in Italia dalla fine dell’800; dedicata a Gian Domenico Cassini e Giacomo Filippo Maraldi, è stata inaugurata nel giorno del solstizio d’inverno del 2007(3); si sviluppa su due livelli, con altezze di 7,659 m sull’altare e 8,139 m nella navata, uniti da un piano inclinato. Il foro gnomonico ha un diametro di 15 mm, inferiore al diametro apparente del Sole: ciò permette il funzionamento da “camera oscura”, proiettando sul pavimento della chiesa la nitida immagine del Sole dove si possono visualizzare macchie solari, eclissi, transiti dei pianeti interni. L’immagine del Sole nell’istante del mezzodì sta esattamente sulla linea meridiana: una lamina di ottone lunga 20 metri (la milionesima parte del meridiano terrestre) disposta lungo l’asse nord-sud, affiancata da lastre di marmo con incisi tutti i gradi di altezza che il Sole può raggiungere a quella latitudine. Con il variare delle stagioni, e dell’altezza del Sole al mezzodì, l’immagine solare incrocia la linea meridiana “salendo” e “scendendo” fra i due estremi dove due piastre solstiziali segnano le posizioni del solstizio estivo (massima altezza del Sole) e del solstizio invernale (minima altezza del Sole). Questa meridiana è una delle più precise al mondo, tanto che è possibile rendersi conto di quel “dettaglio di tempo” che è il cosiddetto “secondo intercalare”(4).
Ma un giorno, osservando quella linea puntare attraverso la porta della chiesa verso il borgo sulla collina, a qualcuno venne l’idea di… proseguirla. Quella linea lunga 20 metri meritava di crescere: il meridiano su cui è posata ha longitudine 7°40′ Est e nel 2009 è stato denominato “Meridiano Cassini” nel quadro del progetto transfrontaliero Italia-Francia, Interreg-Alcotra, “Sole e Tempo” e fu segnato al suolo con cartelli, installazioni e loghi dal mare alle Alpi, fino in Valle d’Aosta.
A nord della meridiana della Visitazione il Meridiano Cassini sale a Perinaldo e sfiora il monumento a Cassini realizzato nel 1962 dall’artista Barbadirame di Dolceacqua; due Archi Meridiani abbracciano da nord e da sud il centro storico e nei carruggi dei “medaglioni Cassini” ne segnalano il passaggio; si materializza di nuovo nei borghi di Apricale e di Pigna, poi sale sul Monte Pietravecchia dove è stato installato un Faro sul Meridiano la cui luce è visibile al mezzodì per circa 4 minuti: una meraviglia dell’ottica, questo faro, che stupisce chi ne vede la luce per la prima volta per la sua nitidezza eccezionale. Più a Nord il Meridiano Cassini riappare a Torino di fronte al Lingotto e a Saint Vincent, in Valle d’Aosta. Nell’estate del 2010 il meridiano venne “toccato” in Norvegia durante la trasmissione di Radio1 “La via di Olaf”. A sud della chiesa il meridiano si materializza nei carruggi di Vallebona e a Bordighera sulla Via Romana e presso il Chiosco della Musica a pochi metri dal mare. Certo sarebbe bello poterlo seguire ancora nel suo cammino verso sud, segnarne il passaggio in Algeria, Niger, Nigeria e poi immaginarlo immergersi nell’Oceano Atlantico e “viaggiare” sino all’Antartide…

Note
(1) Anna Cassini “Giovanni Domenico Cassini, uno scienziato del Seicento”, Comune di Perinaldo, 1994
(2) La maggior parte delle grandi meridiane ” a camera oscura” sono state costruite nelle grandi chiese italiane nei secoli XVI, XVII e XVIII, la più grande al mondo è quella di San Petronio a Bologna. In esse non c’è un’asta che proietta la sua ombra ma, attraverso il foro gnomonico, l’immagine del Sole si proietta sulla linea meridiana situata in un ambiente in ombra. Servivano a studiare alcuni aspetti di meccanica celeste relativi al movimento apparente del Sole e per l’aggiustamento del calendario in relazione alle feste liturgiche, come la Pasqua (il Concilio di Nicea del 325 stabilì che cade la domenica seguente il plenilunio che segue l’equinozio di primavera). Dall’avvento dei telescopi queste meridiane mantengono una valenza culturale, divulgativa e didattica.
(3) Contemporaneamente alla realizzazione della meridiana è stata realizzata la pavimentazione della chiesa, grazie ai contributi della Fondazione Carige e di un privato. Altri contributi sono stati concessi dalla Regione Liguria e dal Comune di Perinaldo.
(4) Il secondo intercalare è quel secondo che periodicamente (in media ogni diciotto mesi) viene aggiunto al tempo coordinato universale (UTC) per mantenerlo allineato al giorno solare medio, a causa dell’irregolarità della rotazione terrestre.

Perinaldo non è solo terra di stelle… qui si coltiva il Carciofo di Perinaldo, Presidio Slow Food, discendente da una varietà di carciofo della Provenza che si dice sia stato portato dai soldati napoleonici o forse donato da Napoleone in persona come ringraziamento per l’ospitale accoglienza avuta dai perinaldesi. Perinaldo è anche Città dell’Olio, vi si coltiva l’olivo di varietà taggiasca che fornisce l’ottimo olio extravergine vanto di tutto l’estremo Ponente ligure.

Ringraziamenti
All’amico sanremese astrofilo Gianfranco De Mori e a Nicolò Conte e Marco Bonomi, rispettivamente presidente e socio dell’associazione Stellaria.

Bibliografia
Giancarlo Bonini, “Uno gnomone sul Meridiano Cassini”, 2019. G.Bonini è anche il principale realizzatore della Meridiana e di molti dei percorsi astronomici presenti a Perinaldo.

Informazioni
Osservatorio Cassini, www.osservatoriocassini.it
Stellaria, associazione di promozione sociale, www.astroperinaldo.it, https://facebook.com/osservatorio.sideralmente/

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