La consapevolezza cambia il mondo

Rivista: Gazzettino Sampierdarenese
Editore: S.E.S. – Società Editrice Sampierdarenese
Luogo di pubblicazione: Genova
Data:  30 novembre 2019

Categoria: Tag: , ID:2946

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Riprendo un tema che ho già toccato e mi scuso con chi lo trova insulso o (sbagliando) gli attribuisce un colore politico. Lunedì 11, giorno che alle elementari mi dicevano essere “l’estate di San Martino”, sono andato a Torino per un convegno organizzato dal Centro per l’UNESCO di Torino sul tema “La vita sulla Terra: conservare e proteggere la salute delle piante e dell’ambiente intorno a noi”. Di fronte a cinquecento studenti di scuole superiori e alcuni ospiti esterni, alcuni antropologi, botanici, veterinari, medici hanno parlato di insetti esotici portatori di nuove malattie, di lotta alla fame, del rapporto tra il cibo e le diverse culture del mondo, e dei pericolosi legami che i cambiamenti climatici hanno con tutto ciò. Ricchi di sensibilità etica gli interventi di Marco Tarquinio, direttore del quotidiano Avvenire, e di Veronica Rossi della Fondazione Lavazza che si occupa della sostenibilità nell’industria del caffè. Interessanti i brevi, lucidi interventi di tre studenti universitari rappresentanti del Movimento FridaysForFuture Torino. Come riassumere il senso della giornata? Condivido, anche perché la pratico da molti anni, l’esortazione di Tarquinio a “votare col portafoglio” cioè a chiederci se dietro al prezzo dei beni che acquistiamo ci sono condizioni di lavoro eque per i lavoratori e l’ambiente di produzione o vengono prodotti in condizioni di semischiavitù in ambienti avvelenati e devastati. Interessante anche sapere che Lavazza investe nella formazione dei coltivatori di caffè per aiutarli ad affrontare i cambiamenti climatici che portano sui loro campi siccità anomale e alluvioni devastanti. Ovviamente la politica è stata chiamata in causa, e se già conoscevo la frase attribuita ad Alcide De Gasperi “un politico guarda alle prossime elezioni, uno statista guarda alla prossima generazione”, ignoravo quella di Beniamino Andreatta “non esiste la politica astratta ma le politiche concrete”. Molto citato Papa Francesco con la sua enciclica “Laudato si'”. Conclusione: ognuno ha la sua grande o piccola parte di responsabilità, nessuno può dire “il futuro della Terra e della vita come la conosciamo non mi riguarda”.

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