La Didattica a Vicinanza dell’Istituto Einaudi

Rivista: Gazzettino Sampierdarenese
Editore: S.E.S. – Società Editrice Sampierdarenese
Luogo di pubblicazione: Genova
Data: 8 giugno 2020

Categoria: Tag: , ID:3081

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Nell’ambito dell’offerta scolastica di San Pier d’Arena, varia e di qualità, c’è un istituto di chiara fama, una scuola storica che un tempo diplomava ragionieri e periti aziendali: è l’Einaudi di via Cristofoli 4. Oggi è un Istituto Tecnico-Economico che fa tutt’uno con altre due scuole, il Galilei e il Casaregis e rappresenta l’evoluzione di quella scuola di ragioneria che ha fatto un pezzo delle storia educativa e formativa dei sampierdarenesi. All’Einaudi del XXI secolo, dopo il biennio comune gli studenti possono scegliere tra il corso generale economico/finanziario AFM – Amministrazione Finanza e Marketing – e le due specializzazioni, il corso SIA – Sistemi Informativi Aziendali – di economia a indirizzo informatico e il corso RIM – Relazioni Internazionali per il Marketing – (Dio benedica gli acronimi…) per chi è interessato all’economia marittima internazionale e deve conoscere inglese, francese, spagnolo.
La professoressa Myriam Chiarla, docente di italiano e storia in una seconda e in due quinte classi dell’Einaudi, ci illustra la vita della sua scuola in questo modus operandi provocato dalla pandemia virale. Sicuramente, dice la professoressa Chiarla, quella attuale è un’esperienza forte, specie per le quinte; ha costituito una frattura nella vita scolastica, tanto per l’apprendimento quanto per la socializzazione, una frattura che gli insegnanti devono ricucire. E l’hanno ricucita abbastanza bene. Forse più che DAD è stata DAV, didattica a vicinanza, nel senso che gli insegnanti hanno mantenuto contatti e legami coi ragazzi e hanno imparato e sviluppato le proprie competenze digitali; un po’ per fortuna ma molto anche per merito, la DAD dell’Einaudi è partita tempestivamente perché la scuola aveva già una piattaforma digitale pronta, G Suite, i ragazzi avevano già i loro account personali quindi non si è dovuto inventare nulla ma solo far funzionare una cosa che già c’era. Naturalmente è stato necessario metterci i contenuti e la volontà di mettersi in contatto coi ragazzi, i quali hanno risposto bene; la scuola è fondata sulla relazione e in questo periodo lo è ancora di più anche se non c’è la presenza fisica nelle aule perché lo studente deve decidere di connettersi, collegarsi, partecipare, è richiesta un po’ più di volontà rispetto al normale “tran tran” dell’andare fisicamente a scuola. Certo c’è chi è più attrezzato in famiglia e chi meno, in termini di dispositivi digitali e come possibilità di ricevere appoggio e aiuto dai genitori: la scuola ha cercato di aiutare i ragazzi meno forniti socialmente ed economicamente e gli insegnanti hanno portato avanti gli insegnamenti con l’idea della continuità, trasmettendo il messaggio che la scuola va avanti, e non solo il programma di studio: la scuola continua a esserci anche dal punto di vista dei rapporti umani.
Oltre alla normale didattica “di classe” si è anche organizzata qualche iniziativa particolare, come la partecipazione a una serie di eventi realizzati dalla Scuola Normale di Pisa: “la Normale va a scuola”, in cui si è potuto seguire in video alcune lezioni della celebre Scuola pisana. Vi sono state anche alcune attività già organizzate che hanno dovuto essere modificate, come un progetto dell’Istituto Ligure per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea sulla Liberazione e sulla figura di un partigiano; non si è potuto partecipare alle lezioni previste ma l’Istituto ha deciso di coinvolgere i ragazzi in un progetto sulla pandemia: tenendo l’aggancio sul tema storico si è preso spunto da un messaggio di Mattarella alle Fosse Ardeatine che ha parlato dei i valori della solidarietà e di unità che ci hanno permesso di rinascere nel dopoguerra e che saranno necessari oggi e domani. Partendo da ciò i ragazzi hanno riflettuto, hanno scritto e ne è nato un breve video ora sul sito dell’Istituto della Resistenza (www.ilsrec.it). Riassumendo, la DAD dell’Einaudi ha compreso sia la quotidianità dell’insegnamento sia progetti particolari; non solo videolezioni “io parlo voi ascoltate” che sarebbero alla lunga risultate pesanti. Importante è anche mantenere i rapporti coi genitori, a distanza ma anche con uno spazio specifico per il ricevimento. Col registro elettronico i contatti esistono comunque, in più si tengono i contatti coi genitori rappesentanti di classe e per ogni problema che possa sorgere (assenze, difficoltà di connessione…) il docente coordinatore di classe (e se è necessario, anche i docenti singoli) telefona ai genitori.
La professoressa conclude dicendo “certo che la scuola ha lo stare insieme nel suo essere scuola, ma anche così siamo rimasti vicini ai ragazzi, abbiamo percepito – noi e loro – che stavamo lavorando insieme anche così”.

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