La parrocchia del Fossato: una famiglia di famiglie

Rivista: Gazzettino Sampierdarenese
Editore: S.E.S. – Società Editrice Sampierdarenese
Luogo di pubblicazione: Genova
Data: 6 giugno 2019

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“La parrocchia è una famiglia di famiglie”. È così che esordisce Don Mario Passeri quando vado a incontrarlo alla chiesa di San Bartolomeo del Fossato, di cui è parroco da diciotto anni. In realtà, definire Don Mario “parroco” è riduttivo: nell’ambito del Fossato è anche la mente ispiratrice di un centro di accoglienza per persone e famiglie bisognose e di una scuola di judo – inteso come metodo educativo e non solo come sport; fuori dalla parrocchia è cappellano d’azienda, un ruolo importante nella chiesa genovese: i cappellani d’azienda dell’A.R.M.O. (Assistenza Religiosa Morale Operai, un’organizzazione della Diocesi per il mondo del lavoro), coordinati da Monsignor Molinari, stanno vicino ai lavoratori e alle aziende, operano per sostenerli, per favorire insediamenti produttivi, valorizzare il personale valutandone capacità, qualità, competenza, facendo sì che le realtà si possano esprimere sempre meglio e che ci sia lavoro per tutti coloro che lo cercano. “Valorizzare i talenti – dice Don Mario – a lode e gloria del Signore e della Madonna; è importante che la Chiesa sia un luogo dove le persone si possono esprimere e realizzare e far fruttare i propri talenti per gli altri”.
In tutto ciò Don Mario è guidato e ispirato da una fortissima devozione per Nostra Signora di Guadalupe, la Madonna apparsa nel 1531 in Messico all’indio Juan Diego e la cui devozione è diffusa in America Latina e altrove nel mondo. Genova compresa.
Don Mario è giovane, considerando l’età media dei preti genovesi, ma è una “vocazione adulta”: era un ingegnere che si occupava di risorse umane, e direi che ha semplicemente trasferito i suoi interessi, i suoi talenti in un campo più vasto dell’ingegneria. La mattina e una parte del pomeriggio li trascorre in giro per le aziende come cappellano, poi arriva in parrocchia.
Intorno a Don Mario agisce un bel gruppo di persone che gestiscono le varie attività di accoglienza; Ludovico, parrocchiano novantenne (benissimo portati) mi dice che il Fossato non è una parrocchia grossa, sulle duemila anime, forse meno; fanno il possibile perché vengano i bambini – sempre meno, considerato il calo demografico in corso; qui ci sono gli unici spazi per i ragazzi gratuiti, con parco giochi per i bambini e campetto sportivo per i ragazzi. Il gruppo animazione accoglie tutti, ragazzi di ogni regione, nazionalità, etnia, religione; per Natale hanno fatto l’albero che poi hanno portato al centro di accoglienza per gli ospiti, preparato dai bambini. In Avvento e negli altri momenti liturgici forti i bambini giocano e lavorano su questi temi, perché è bene che anche chi non è cristiano almeno conosca il senso di questi momenti. Dai “colleghi” di Ludovico – forte la presenza femminile – apprendo che la manutenzione del parco giochi costa e sarebbe bello trovare un benefattore che aiutasse a sistemare e riaggiustare i giochi bisognosi di miglioramento. Se qualche lettore volesse farsi avanti…
Fiore all’occhiello è il centro di accoglienza: aperto nel 1987, la domenica mattina offriva colazione e pacchi alimentari ai senza fissa dimora. Col tempo è cambiata la clientela, oggi “barboni” ce ne sono pochissimi, il grosso dei frequentatori del centro sono famiglie, vengono al sabato pomeriggio a ritirare le provviste del Banco Alimentare, che possono essere donate a chi ha un ISEE basso. Oltre al Banco, il centro è aiutato da tre forni del quartiere che donano il pane e la focaccia invenduti. Le famiglie sono di ogni etnia, ci sono tanti stranieri. Nel 2018 sono stati distribuiti 1585 pacchi (grossi), i destinatari sono stati 183 famiglie con 72 bambini di età inferiore ai 15 anni, 80 donne, 3 disabili, 15 senza fissa dimora. Necessario molto impegno, per fortuna c’è chi ci aiuta, gli scout del GE 53 e del GE52, l’ACR della Cella… Come tutto il volontariato quando è fatto bene e con impegno, anche questo al centro di accoglienza è un lavoro, un vero lavoro. Gli indispensabili soldi arrivano dall’8xmille tramite la Caritas, poi c’è qualche anima pia amico di Don Mario che dona senza dare nell’occhio… Già dall’apertura del Centro ci si è affidati alla Provvidenza, dicendo “se la Provvidenza ci sosterrà, bene, se no ci farà capire che dobbiamo fare dell’altro”. Il sostegno finora non è mai mancato.
Don Mario conclude l’incontro dicendo che quello che si cerca di fare in parrocchia è riuscire a esprimere le nostre qualità a lode e gloria del Signore, della Madonna e della Chiesa: accoglienza e carità, educazione dei bambini, attività per mettere insieme le persone (feste…), le attività degli scout; da due anni organizzano iniziative “trasversali” come incontri di comunicazione per valorizzare e sviluppare le capacità personali utili per trovare e mantenere il lavoro; “Comunicare in un mondo che cambia” è il titolo di uno dei più recenti.
E poi c’è il judo… Shodokan; una scuola di vita. Ma di questo ne parliamo altrove…
Ricca la sitografia della parrocchia e delle attività di Don Mario; alcuni siti interessanti sono www.abbaziasanbartolomeodelfossato.it – https://www.facebook.com/mario.passeri.33 – https://cappellanigenova.it

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