La tradizione genovese dei presepi nell’opera di un artista sampierdarenese

Rivista: Gazzettino Sampierdarenese
Editore: S.E.S. – Società Editrice Sampierdarenese
Luogo di pubblicazione: Genova
Data: Dicembre 2009, anno XXXVII, n°11

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I presepi di Scrivani di maggiori dimensioni hanno una struttura quasi classica, con ruderi o quant’altro a rappresentare la grotta in cui nacque Gesù, mentre i pastori e gli altri personaggi portano offerte in un ambiente di campagna realizzato con rametti di felci e tappeti di muschio raccolto nei boschi autunnali; nelle versioni marinare invece la mangiatoia è un vecchio gozzo sfasciato con una rete da pesca rattoppata e i pastori-pescatori sono sulla spiaggia. Ma a mio parere la massima espressione della grandezza artistica di Scrivani sono i originalissimi presepi “monopezzo”, composti da un unico blocchetto di terracotta scavata: l’interno costituisce la grotta che ospita la Sacra Famiglia completa di asino e bue, mentre l’esterno appare come la parete di una montagna su cui stanno abbarbicate in bilico capre, pecore e pastori, che quindi non si avvicinano al Bambinello di fronte ma lo osservano dall’alto, quasi per proteggerlo.

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