L’Azione Cattolica alla chiesa della Cella

Rivista: Gazzettino Sampierdarenese
Editore: S.E.S. – Società Editrice Sampierdarenese
Luogo di pubblicazione: Genova
Data: 28 febbraio 2018

Categoria: Tag: , ID:2679

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Tra i gruppi maggiormente attivi nel fornire sostegno pratico ed educativo ai giovani e alle famiglie di San Pier d’Arena c’è l’Azione Cattolica della parrocchia di Santa Maria della Cella e San Martino; è piacevole conversare col suo giovane presidente Marco Mazzolino e col viceparroco Don Alvise Leidi.
Da loro apprendo che l’associazione comprende persone di ogni età, dagli Adultissimi (deliziosa definizione per gli ultrasettantenni) all’ACR, l’Azione Cattolica dei Ragazzi, che è in fondo è la parte più importante perché – seguendo le linee guida della Azione Cattolica diocesana e i temi indicati dal vescovo – opera per dare ai ragazzi una formazione umana, morale e spirituale integrale alla luce del Vangelo che li aiuti a vivere bene nella società, come ragazzi adesso e come adulti in futuro.
Mazzolino dice “siamo un’associazione inclusiva, alle nostre attività partecipano anche i non aderenti: chiunque può venire a partecipare anche saltuariamente”. In effetti in questa parte di San Pier d’Arena non tutti possono permettersi di pagare la pur modesta quota associativa e la povertà non può essere un motivo di esclusione per un’associazione cattolica. Comunque gli aderenti tesserati sono un centinaio, che in realtà è un buon numero; in generale durante le attività per i bambini gli “esterni” sono il doppio o il triplo di quelli iscritti. Vi sono attività settimanali regolari, eventi speciali per Carnevale, Pasqua, Natale, e i campi estivi, che per i ragazzi sono i momenti più forti e significativi.
Il programma per il 2018 comprende attività pratiche come la sistemazione dell’oratorio per farlo diventare un luogo di incontro per le famiglie della zona, anche quelle esterne all’associazione. Un oratorio ben sistemato e accogliente aiuta a trasmettere un messaggio sociale importante: avere un luogo di bellezza – non di lusso, commenta Don Alvise, di semplice bellezza – di ordine, di pulizia dove potersi incontrare aiuta la qualità della vita per le persone e le famiglie che lo frequentano. Insieme al lavoro pratico c’è il lavoro “profondo” che non viene mai meno di aiuto alle famiglie per l’educazione dei figli e per non farle sentire sole nelle difficoltà dell’esistenza quotidiana. In generale si cerca di seguire tutte le fasce d’età “dai bambini ai centenari” e a tal proposito sarebbe importante poter ripartire bene col Gruppo Famiglie, perché un gruppo di famiglie attivo e organizzato funziona egregiamente come collante tra le diverse fasce d’età.
Gli educatori sono per lo più giovani e lavorano con bambini, ragazzi, famiglie, anziani in nome di Cristo. E sentono vivo il desiderio di rendersi disponibili, cosa che oggi può sembrare inusuale, ma il presidente mi fa notare che “quando ci sono le situazioni giuste, le giuste opportunità, i giovani sanno impegnarsi al servizio degli altri con entusiasmo e impegno”. Oltre ai servizi all’interno dell’associazione collaborano con altre realtà del territorio, quali il doposcuola organizzato dal gruppo parrocchiale delle Grazie, la casa famiglia al Belvedere, la merenda del sabato per i poveri al Fossato; gli adulti preparano i pacchi alimentari per i poveri per la Caritas. Un’attività importante iniziata di recente è la partecipazione ai turni nella casa di accoglienza notturna per senzatetto aperta a San Francesco alla Chiappetta a Bolzaneto: si va lì per trascorrere una notte e preparare la colazione del mattino agli ospiti della casa. Ultima, ma non minore, la collaborazione con le suore dell’Istituto Don Daste.
Attualmente gli educatori sono quasi tutti italiani ma ce ne sono stati e ce ne saranno di stranieri, ecuadoriani soprattutto. In ACR ci sono tanti bambini ecuadoriani, alcuni indiani e qualche africano. Motivo di soddisfazione è constatare che negli anni il numero dei ragazzi che frequentano aumenta e crescono soprattutto i bambini. Dopo i vent’anni di età gli iscritti e i partecipanti un po’ si perdono ma questo è naturale per qualunque associazione giovanile, anche per ragioni di studio e di lavoro.
Don Alvise mi fa notare che “chi ha delle responsabilità educative rimane legato alle persone a lui affidate anche attraverso la preghiera, e non solo quella ufficiale che si svolge durante le attività; questi ragazzi pregano per gli altri ragazzi, per i poveri che incontrano, e ciò li forma, attraverso la grazia, dal punto di vista spirituale e anche umanamente: loro sanno che chi hanno di fronte ha una dignità pari alla loro, non è un mezzo uomo che può essere guardato dall’alto in basso; sanno di prestare servizio come strumento di Cristo, e ciò caratterizza il loro modo di comportarsi in ogni occasione della vita”.
Prima di concludere l’incontro mi viene ricordato che quest’anno ricorre il centocinquantesimo anniversario dell’istituzione della Società della Gioventù cattolica – poi Azione Cattolica Italiana – voluta da Mario Fani e Giovanni Acquaderni, i quali ritennero che nel contesto sociale e politico dell’epoca per la gioventù cattolica fosse necessario unirsi in un’associazione che avesse per fondamento quattro cardini: preghiera, sacrificio, azione, studio. L’Azione Cattolica in questo secolo e mezzo ha avuto un ruolo importante per la formazione umana e politica di molti esponenti di spicco della società italiana e oggi continua a formare i cittadini italiani in campo sociale, fornendo loro una formazione politica nel senso più ampio e nobile del termine.

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