Libertà è partecipazione

Rivista: Gazzettino Sampierdarenese
Editore: S.E.S. – Società Editrice Sampierdarenese
Luogo di pubblicazione: Genova
Data: Maggio 2017, anno XLVI, n°5 – Speciale Elezioni

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“La libertà non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione”. La buonanima di Giorgio Gaber cantava così nel lontanissimo 1972. Erano i tempi dell’unico telefono fisso in casa buono per tutta la famiglia, del Rischiatutto di Mike Bongiorno, della Democrazia Cristiana e del Partito Comunista, della contestazione studentesca, dell’Unione Sovietica, non c’erano i “migranti” ma c’erano gli “emigranti” italiani che lavoravano in Germania Ovest…. più un sacco di altre cose e altri personaggi buoni e cattivi che a pensarci ora sembra storia dell’Alto Medioevo. Io ero un tranquillo ragazzino borghese di tredici anni e forse non capivo esattamente il senso di quella canzone; ma erano tempi, a osservarli oggi, in cui di partecipazione ce n’era tanta, magari confusa, magari illusoria e illudente, spesso violenta, ma mi pare di ricordare che il senso del partecipare agli eventi importanti della vita comune ci fosse, che fosse molto diffuso il piacere di prender parte alla vita sociale e politica della comunità civile. Adesso? Difficile confrontare l’Italia e il mondo del 1972 con il mondo e l’Italia del 2017, troppe cose sono cambiate sia nella macrostruttura politica e sociale del pianeta Terra sia nelle vie dei nostri quartieri. Ok non confrontiamo, ma ricordiamoci che certi meccanismi, certe funzioni della vita comunitaria, della società, dei rapporti tra chi detiene il potere e chi lo subisce non cambiano molto nel tempo e nello spazio; adesso va di moda assai più di un tempo manifestare disinteresse per la gestione di quello che i Romani chiamavano “la cosa pubblica”: “E poi ti dicono tutti sono uguali, tutti rubano alla stessa maniera” (questo è Francesco De Gregori)… Ma siamo sicuri che sia un modo intelligente di ragionare? Davvero l’aumento dell’astensionismo elettorale occorso negli ultimi decenni è una risposta costruttiva ai mali della politica locale e nazionale? Certo non è facile scegliere per chi votare, io mi arrovello a ogni elezione, ma davvero la non-scelta apre strade luminose verso mete di felicità? A me non pare proprio… Buone elezioni amministrative a tutti.

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