Liguria

Editore:  De Agostini
Collana:  Guide d’Italia
Luogo di pubblicazione:  Novara
Data:  2009

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“È la Liguria una terra leggiadra…” Si studiava a scuola, e l’orgoglio di bimbo ligure rendeva più lieve la fatica di imparare a memoria quei versi. Certo di onde se ne sono infrante tante sulle spiagge della Liguria da quando Vincenzo Cardarelli espresse in versi la sua ammirazione per questa regione, e molte cose sono cambiate da allora – e non sempre in meglio – nel paesaggio ligure; però il concetto resta valido: la Liguria è una terra leggiadra, di una bellezza che va ben oltre il normale stereotipo “mare e vacanze”. È molto di più, molto di meglio, delle sue spiagge un po’ strette, un po’ciottolose, un po’ affollate.
Si è scritto che la Liguria è una delle più geniali invenzioni di Dio. Cosa che è vera solo a metà, perché se Dio (o la Natura, spinozianamente) ha plasmato e forgiato il paesaggio ligure, l’uomo ci ha messo del suo nel modellarlo, con fatica e caparbietà, in una tenzone plurimillenaria che non ha visto né potrà mai vedere un vincitore e un vinto: i liguri si sono dovuti adattare alla loro terra mentre lottavano per trasformarla, e la terra si è lasciata trasformare ma ha preteso che i suoi abitanti diventassero un poco come lei. Anche per questo è una regione difficile da conoscere, i liguri sono gente difficile da capire, la sua capitale, Genova, è difficile da amare. Perché Genova e la Liguria sono condizioni dello spirito, oltre e più che luoghi della geografia.

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