L’intelligenza dei “gretini”

Rivista: Gazzettino Sampierdarenese
Editore: S.E.S. – Società Editrice Sampierdarenese
Luogo di pubblicazione: Genova
Data: 6 giugno 2019

Categoria: Tag: , , ID:2872

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Da alcuni anni ho il piacere di conoscere Paolo Sottocorona, il meteorologo della rete tv La7, ormai famoso quanto il mitico Edmondo Bernacca e seguito da un folto Fan Club su Facebook (a cui non mi onoro di appartenere, non frequentando io i cosiddetti social). Nei suoi interventi in tv c’è il tempo-che-farà ma c’è anche spazio per riflessioni di tipo etico, sociale, morale; lo ritengo un professionista serio e capace e una bella persona nel senso completo del termine. La settimana scorsa ero a Roma, sono passato a salutarlo e abbiamo chiacchierato di cose della vita, di politica, di clima. Alla fine dell’incontro io me ne sono andato con un lieve senso di angoscia. Perché la sua visione del futuro del clima mondiale lascia ben poco spazio all’ottimismo; peraltro è lo stesso futuro climaticamente angosciante descritto da Luca Mercalli – un altro che di queste faccende se ne intende – che ascoltai a un congresso in Piemonte un anno fa. Un futuro preoccupante che in realtà è già un presente, solo che non è ancora giunto a piena maturazione per cui solo pochi comprendono cosa c’è in gioco e quali saranno le conseguenze per chi vive sul pianeta Terra. Sottocorona, Mercalli e altri come loro lo comprendono perché è il loro lavoro, poi c’è chi si preoccupa dei cambiamenti climatici anche senza essere esperti climatologi, come Greta Thunberg e quelli che qualche fintofurbo (verosciocco) chiama “gretini”. Ma la maggior parte dei cittadini del mondo, politici in primis, fanno come l’orchestra del Titanic dopo l’urto con l’iceberg: fingono che non stia succedendo niente. Non “fingono” ma “fingiamo”: cosa faccio io per limitare lo sconquasso del clima della mia casa Terra? Quasi niente: accendo i termosifoni con la caldaia condominiale che va a metano, faccio 50.000 km all’anno con la mia auto diesel… Mangio poca carne bovina, ecco, ma ciò basta per limitare il mio impatto sullo sfacelo climatico in corso? Temo di no. E allora? Bella domanda. A sessant’anni la mente si rattrappisce, temo che mi limiterò a confidare nell’intelligenza dei “gretini” giovani e di buona volontà. Sarà sufficiente? Mah..,

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