Muoversi è comunicare, comunicare è vivere

Rivista: Gazzettino Sampierdarenese
Editore: S.E.S. – Società Editrice Sampierdarenese
Luogo di pubblicazione: Genova
Data: 30 settembre 2017

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Progetto80: realtà sampierdarenese

È il motto di Progetto80 Sampierdarena Onlus, un’associazione di volontariato che da trentacinque anni offre ai disabili fisici servizi di trasporto e di accompagnamento per lo svolgimento delle loro attività quotidiane. La sua storia e il suo presente me li racconta la sua presidente, Vittoria Albertini, che è stata una delle fondatrici e che mantiene intatto l’entusiasmo e la volontà di quei primi e ormai lontani tempi.

Progetto80 Sampierdarena è nata quasi come una sfida nel 1982 per volontà di colei che fu anche la prima presidente, Alba Ciampi, disabile poliomielitica: esisteva un’associazione che gestiva un pulmino attrezzato per disabili a San Fruttuoso, si chiamava Progetto80 San Fruttuoso: un giorno Alba Ciampi chiese a San Fruttuoso che le prestassero il pulmino e lo ottenne ma ricevette anche l’esortazione a far nascere qualcosa di simile a San Pier d’Arena. Detto e quasi subito fatto: un gruppo di amiche, tutte donne, iniziarono a sognare e a progettare fino a far nascere questa associazione, che partì senza niente, senza sede, senza automezzi, fornita solo di tanta buona volontà. Per un anno – aiutati da Roberto Baldini che era stato Presidente della Circoscrizione fecero presidî in giro per il quartiere, nelle scuole, negli ospedali, nelle fabbriche, per raccogliere soldi e muovere le coscienze. Fu un successo, raccolsero 45 milioni di lire, e nel 1983 arrivò il primo pulmino attrezzato. Da cosa nasce cosa, come diceva Totò, e arrivarono i volontari, arrivarono i primi corsi di formazione (non tutti sanno per istinto innato come interagire con persone con disabilità fisiche) e arrivò il confronto con la mentalità comune dell’epoca per cui “gli handicappati” non si facevano vedere tanto in giro, avere una disabilità fisica era motivo di vergogna o almeno di disagio, per sé e per le loro famiglie, per non parlare della congerie di barriere architettoniche diffuse praticamente ovunque… Infine si trovò anche la sede associativa, in  alcuni  locali  delle  ex-carceri di San Pier d’Arena in via Rolando. All’inizio Progetto80 era un’associazione di giovani e ciò era bello; ora l’età media dei volontari è quella dei pensionati, che sono robusti nel corpo e nello spirito ma dispiace che ci siano soltanto tre soci sui trent’anni. Lo scarso ricambio  generazionale  è un problema comune a tutte le associazioni di volontariato cittadine, è assolutamente necessario fare un po’ di promozione nelle scuole.

Attualmente ci sono 77 soci permanenti disabili, 10 soci ordinari (pagano la quota pur non essendo disabili) e 61 volontari. Gli automezzi a disposizione oggi sono quattro, e nei 35 anni di vita dell’associazione hanno fatto servizi per circa 1500 persone di tutta Genova. Ufficialmente si opera per i soci ma in realtà non di rado si fanno servizi occasionali per persone o enti che non sono legati all’associazione, come Gaslini, Unitalsi, Gigi Ghirotti, varie case di riposo. Sono servizi che vengono svolti ogni giorno, in ogni luogo e in ogni orario, festività comprese. Ed è motivo di orgoglio il fatto che finora non si sia mai dovuto dire di no a una richiesta di assistenza, da chiunque provenisse.

Come ci si sostiene? Con le quote associative, col 5 per mille, con eventi pubblici come il Concerto “Le Quattro Chitarre” al Teatro Modena dello scorso 8 settembre o come la Castagnata di metà ottobre (la cui realizzazione quest’anno è purtroppo incerta, il Commissario del Municipio ci pensi su…), e con donazioni da associazioni e da privati. Perché i volontari lavorano gratis ma la benzina per gli automezzi la devono pur pagare. Popolo di San Pier d’Arena, una mano sul cuore e l’altra sul portafoglio, come si dice… L’indirizzo di Progetto80 è Via Carlo Rolando 8A cancello; il telefono è 010 415821, la mail è segreteria.progetto80spd@gmail.com, il sito internet www.progetto80spd.org.

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