Nostra madre Europa

Rivista: Gazzettino Sampierdarenese
Editore: S.E.S. – Società Editrice Sampierdarenese
Luogo di pubblicazione: Genova
Data: 8 maggio 2019

Categoria: Tag: ID:2865

Leggimi

In origine era una figlia del re di Tiro, di cui Zeus si innamorò (il re degli dei era facile agli invexendi, si sa) e per rapirla si trasformò in toro bianco. Divenne poi una parte del mondo, nel VI secolo a.C. Ecateo di Mileto la contrapponeva all’Asia, che comprendeva anche Egitto e Libia. Nel VII secolo San Colombano ricomincia a parlare di Europa e di europei e da allora tutti sanno dove sia e cosa sia l’Europa. Quasi tutti. Forse. Già, cos’è l’Europa? Un’espressione geografica, com’era l’Italia nel 1847 secondo Metternich? Un insieme di popoli diversi tra loro nei dettagli ma uniti dalle comuni radici filosofiche, culturali, religiose, che hanno sviluppato una civiltà di altissimo livello e l’hanno poi diffusa in tutto il mondo? Un insieme di popoli decadenti nel fisico e nello spirito che hanno dato fino in fondo il loro contributo alla storia della civiltà umana e ora devono lasciar spazio a popoli più giovani e più vivaci? Un’entità politica ed economica che può competere alla pari con le grandi potenze del mondo contemporaneo? Un’accozzaglia di governi litigiosi che si fanno dispetti a vicenda? Secondo me l’Europa del XXI secolo è tutto questo insieme, con una grande storia alle spalle e un incertissimo futuro di fronte. Ma come affrontare questo futuro, da condividere con tre miliardi di cinesi e indiani che giganteggiano nell’economia e crescono nella tecnologia e nella scienza e con un miliardo di africani che ancora vedono (illusi!) nell’Europa una terra benedetta dove scorrono latte e miele? Molti europei – da Helsinki a Roma, da Budapest a Londra – sembrano avere la facile riposta a portata di mano: chiuderci ciascuno dentro il proprio sgabuzzino infischiandoci di ciò che succede fuori e far finta che l’ombelico del mondo sia proprio lì, dentro al mio pertugio. Un’altra ipotesi può essere quella di cercare di capire cosa stia realmente succedendo nel mondo e provare ad affrontare tutti insieme noi europei il XXI secolo, con le sue sfide, le sue magagne, le sue opportunità, le sue tragedie, le sue novità… Io andrò a votare, il 26 maggio. Mi piacerebbe che lo facessimo tutti. La principessa di Tiro in groppa al toro bianco di Zeus ne sarebbe contenta.

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