Passaporto Rossoblu per Lille

Editore:  Galata e Il Secolo XIX
Luogo di pubblicazione:  Genova
Data:  2009

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I lillesi sono gente allegra e conviviale, e così pure è la loro cucina, saporita e generosa. Essa unisce l’orgoglio della sua storia fiamminga con la gioia di vivere prettamente francese. Che questa città sia francese solo in parte è dimostrato da tre piatti ostentatamente fiamminghi: uno è la carbonnade flamande (ovvero alla fiamminga): è uno spezzatino di manzo (un tempo si usava la carne di cinghiale) insaporito con cipolle e cotto per un paio d’ore nella birra locale. Poi c’è il waterzoï, una zuppa a base di pesce (viszooitje) o di pollo (kippenwaterzooi), con verdure, uova, burro, spezie e creme. Il nome del piatto significa “acqua che bolle”. Il terzo è il potjevleesch, una terrina di carni bianche in gelatina. Poi si trova il curioso coniglio alle prugne dolce-salato e le famose cozze fritte.
Tutto ciò si accompagna ovviamente alle ottime birre artigianali locali, bionde, brune, ambrate, bianche, dal gusto forte e dall’alto tenore di alcool.
Tra i formaggi il più celebre è il Vieux Lille, dall’odore forte e dal sapore pronunciato che gli hanno dato il soprannome di “puant de Lille” (puzzone di Lille).

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