Per il Porto e per la città: il Circolo dell’Autorità Portuale

Rivista: Gazzettino Sampierdarenese
Editore: S.E.S. – Società Editrice Sampierdarenese
Luogo di pubblicazione: Genova
Data: 30 novembre 2017

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Il nome completo è “Circolo Autorità Portuale di Genova e Società del Porto di Genova”. La sua sede è il bianco e spigoloso edificio di Via Albertazzi 3r, dove sono andato a conoscerne il Presidente: Danilo Oliva è un personaggio esuberante che dà immediatamente del tu, racconta la storia e il presente del Circolo mescolando lingua e dialetto e manifesta con immediatezza la sua passione politica, intesa nel senso nobile del termine, la polis, la comunità dei cittadini. Un circolo con settantun’anni di storia alle spalle e un lungo futuro ancora da vivere, che festeggia quest’anno una ricorrenza importante: i suoi primi dieci anni nella sede attuale. Subito dopo il 25 aprile 1945 un gruppo di lavoratori del C.A.P. aveva iniziato a riunirsi e impegnarsi per fornire ai colleghi e alle famiglie i generi alimentari di base che in quel periodo scarseggiavano. L’ingegner Carlo Canepa, primo Presidente del C.A.P. dopo la Liberazione, fornì ai “nostri vecchi” – come dice con affetto il Presidente Oliva – una sede provvisoria nella dismessa centrale elettrica di Via di Francia e nel 1946 venne eletto il primo Consiglio Direttivo del Circolo. Si sa che spesso in Italia le cose provvisorie sono quasi definitive e la sede rimase quella per sessantun’anni, sino al 2007, quando fu inaugurata quella attuale. Danilo Oliva a nove anni di età era già socio perché suo padre fu tra i fondatori e iscrisse subito tutta la famiglia. Da allora il Circolo ha seguito tutte le trasformazioni del porto ed è sempre stato un luogo di incontro, di impegno e di svago, come è giusto che sia. Un importante momento di trasformazione furono gli anni Ottanta, con l’avvio del processo di privatizzazione del Porto; se nel 1984 gli organici del porto contavano circa 3500 lavoratori del C.A.P. e circa 6500 nella CULMV, alla fine del processo di ridimensionamento troviamo poco più di 200 addetti dell’Autorità Portuale, un migliaio di soci della Compagnia Portuale Paride Batini, più i dipendenti delle società e dei terminal privati.
Ma in tutto questo contesto, il Circolo ha continuato ad aumentare i suoi soci perché i lavoratori esodati sono rimasti iscritti come pensionati e ad essi si sono aggiunti molti dipendenti delle nuove società. Il Circolo riceve finanziamenti da Enti e Compagnie Portuali, adempie alle normative dell’associazionismo nazionale e, dalla sua forma originaria di circolo aziendale e corporativo è diventato interaziendale e aperto alla città. Ha una sua società polisportiva dilettantistica, riservata ai soci, con una palestra, quattro campi da bocce e attività di sci, pesca, scuola di calcio, scuola di rugby, scuola di karate; c’è una sezione nautica alla Marina di Sestri con un pontile per barche da 5 a 10 m e la scuola di vela, e una sezione a Punta Vagno con vasche a terra; c’è un gruppo turistico che organizza viaggi sociali in giro per il mondo, si è andati a Mosca, in Sudafrica… Numerose anche le attività culturali: biblioteca, corsi di computer, filatelia, fotografia, concerti, ci sono ben quattro cori. Grande importanza si dà alle attività per i bambini che sono il futuro della società. Dal 2007 è stato deciso che finché sarà possibile si ospitano gratuitamente in sede associazioni, movimenti, sindacati, partiti, comunità religiose e laiche, lavoratori “sciolti” non sindacalizzati (fenomeno significativo e un po’ preoccupante per un lavoratore “vecchio stile” come Oliva) che cercano un posto in cui riunirsi e incontrarsi, senza differenze di ideologia, escludendo solo chi dichiara esplicitamente di ispirarsi al fascismo. Una scelta politica di ampia apertura e integrazione perché in questo momento storico italiano c’è tanta gente che ha bisogno di incontrarsi e di parlarsi. Il Circolo collabora col SERT, è sede permanente del comitato genovese di Emergency, ospita gruppi che fanno assistenza psicologica e consulenza familiare. Offre i suoi spazi alle comunità straniere di Genova che ne fanno richiesta e intrattiene ottimi rapporti con la comunità senegalese. Recentemente sono stati ospitati anche i soci di Paradase, una onlus di Ronco Scrivia che propone gli asini come amici con cui riscoprire la natura e le tradizioni dell’entroterra genovese. Insomma, tra le associazioni e i gruppi si è sparsa la voce del carattere ospitale del Circolo e tutti vengono qui…. La conclusione della chiacchierata col Presidente Oliva ha un tocco di sano realismo: “Prima o poi ci vorrà il ricambio dirigenziale, nel consiglio direttivo stiamo diventando tutti vecchi”. Il sito del Circolo, policromo e molto ricco di informazioni, è www.cralporto.it

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