Per non dimenticare mai come è nata la Repubblica italiana

Rivista: Gazzettino Sampierdarenese
Editore: S.E.S. – Società Editrice Sampierdarenese
Luogo di pubblicazione: Genova
Data: Febbraio 2017, anno XLVI, n°2

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L’A.N.P.I. “Cioncolini Musso” di via Rota

Via Carlo Rota 15 r: un’insegna con una sigla gialla A.N.P.I. e, su sfondo tricolore, le immagini di due donne, “Gigia” e “Tamara”, ovvero Iolanda Cioncolini e Vincenzina Musso. A loro è dedicata questa sezione dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, una delle due presenti a San Pier d’Arena; l’altra è al Campasso ed è dedicata ai Martiri del Turchino. Gigia e Tamara – mi dice Anna Prini, presidente della sezione – furono due donne sampierdarenesi della Resistenza, due partigiane. Certo nella  guerra  di  liberazione le donne non furono numerose come gli uomini su in montagna, ma furono tante nelle  città  e  nei  paesi, e  indispensabili quanto gli uomini in armi, a nascondere i combattenti, portar messaggi, curare i feriti, portare armi… Peraltro la “Manchester d’Italia” fu fortemente antifascista durante tutta la guerra, già prima dell’8 settembre 1943, ci fu moltissima attività e molti sampierdarenesi furono catturati, imprigionati e uccisi. Basta poco per rendersene  conto, basta camminare lungo le tantissime strade del quartiere intitolate a partigiani. È un peccato, dice la presidente Prini, che i “millenials” non sappiano chi erano quei ragazzi che sono morti quando avevano pochi anni più di quanti ne hanno loro adesso. Mentre la ascolto, penso che Eugenio Montale diceva che la storia non è magistra di niente che ci riguardi ma ciò nonostante io spero che l’eredità delle persone che hanno contribuito a far nascere la Repubblica  Italiana  non  venga  spersa, sparsa e scordata col passare dei decenni e delle generazioni.

La sezione Cioncolini-Musso conta circa duecento iscritti, che sono parecchi; e tra essi un discreto numero di donne, mentre anche qui scarseggiano i giovani; un po’ è segno dei tempi, che sono di scarsa partecipazione comunitaria e scarso associazionismo in generale. Ovvio che ormai si possono iscrivere i non partigiani, per ragioni anagrafiche sono ormai poche le persone che hanno vissuto la Resistenza sulla loro pelle, e l’età associativa media adesso è quella dei figli dei partigiani. Ma figli o genitori, l’importante è che qui si accolgono antifascisti, a prescindere dalle differenze dei dettagli, che pur sono parecchie… Gli ideali che uniscono i soci sono la Resistenza, la fedeltà alla Costituzione, il contrasto al neofascismo, la pace, il valore fondamentale del lavoro…. Le “battaglie” che si combattono nel secondo decennio del XXI secolo riguardano la partecipazione dei cittadini alla politica, il contrasto alla corruzione, la formazione alla cittadinanza attiva nelle scuole, il contrasto alla criminalità organizzata ed economica, il sostegno all’integrazione degli immigrati, la libertà e indipendenza dell’informazione. E altro… Da qualche anno in sezione si studia la partecipazione femminile alla Resistenza e sono state individuate almeno quattro donne di San Pier d’Arena che hanno avuto ruoli importanti; è un lavoro di ricerca storica impegnativo e interessante. Il lavoro verso l’esterno comprende l’organizzazione di mostre al Centro Civico e varie attività con le scuole: anche se i soci giovani latitano i contatti con le giovani generazioni comunque ci sono. Però più ci si allontana nel tempo dagli eventi della guerra e della Resistenza più diventa indispensabile non sono tenere viva la memoria ma anche attualizzarla, è essenziale essere nel presente, non basta commemorare. C’è un progetto col Municipio per apporre delle targhe (in via Buranello, al Campasso presso La Ciclistica, all’Universale, a Dinegro…) che mantengano viva la coscienza delle persone e delle vicende che fecero la Resistenza. Perché i “caduti per la libertà” tornino a essere persone vere e vive, non diventino anonimi nomi di strade, se mi si permette il gioco di parole. Un vanto della sezione è il gruppo musicale Gli Scariolanti, un gruppo di soci che prende il nome dai braccianti che a fine ‘800 lavoravano alla bonifica delle paludi costiere del Ferrarese e della Romagna e che recupera e propone con nuovi arrangiamenti canti popolari e di significato sociale a rischio di oblio. In sezione c’è una sala che ospita una biblioteca di volumi e filmati e che viene data in uso all’Unitre e ad altre associazioni se se ne presenta l’occasione. Per il futuro si vorrebbe entrare di più nelle scuole e coinvolgere i giovani, farli venire in sezione a usare i computer in rete, leggere i libri, vedere i filmati e la documentazione storica. Poi c’è sempre il 25 aprile, è bello quando si può fare il giro a deporre le corone commemorative lungo le vie del quartiere accompagnati dai ragazzi delle scuole…  Infine,  la  sezione  organizza i “Venerdì Partigiani” dedicati alla storia del movimento partigiano, in orario 17,30-19,30 con apericena a seguire. I prossimi eventi saranno: 24 marzo “Una storia partigiana” filmati, letture e interventi musicali; 21 aprile “Bandite”, film/documentario di sulle donne partigiane;  19 maggio  “La musica leggera italiana nel ventennio fascista”. Sono serate per i soci ma chiunque sia interessato è benvenuto. Perché ricordare la storia fa bene a grandi e piccini.

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