Sul recupero di alcuni borghi abbandonati della Liguria

Rivista: L’Universo
Editore: I.G.M.
Luogo di pubblicazione: Firenze
Data: 2007, anno LXXXVII, n°6

Categoria: Tag: , , , ID:661

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“Vieni in città, che stai a fare in campagna; se tu vuoi farti una vita, devi venire in città…” Giorgio Gaber, 40 anni fa. Nel secondo dopoguerra l’Italia visse un progressivo spopolamento della montagna e della collina a favore di quelle terre basse che offrivano migliori condizioni di vita e di lavoro; molti borghi alpini e appenninici furono abbandonati a un destino di degrado e abbandono. A volte ci fu un “ultimo abitante” che non volle partire e rimase a coltivare un orto, tagliare la legna, allevare due capre. Poi anche il vecchio solitario morì…
Oggi le magnifiche sorti e progressive dell’Italia industriale e metropolitana han perso un po’ di fascino e torna in auge la campagna. Certo non è un ritorno alla difficile vita dei nonni contadini, piuttosto si tratta di andare ad abitare nei piccoli centri dell’hinterland, sono le vacanze in agriturismo, le sagre estive, i cibi biologici… A volte significa anche riportare in vita i borghi abbandonati dando loro un’esistenza nuova.
Si presentano qui tre casi di recupero di borghi abbandonati della Liguria, rinati secondo progetti molto diversi fra loro.

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