U.S.D.Cella: sessantadue anni di sano calcio dilettantistico

Rivista: Gazzettino Sampierdarenese
Editore: S.E.S. – Società Editrice Sampierdarenese
Luogo di pubblicazione: Genova
Data: 30 aprile 2018

Categoria: Tag: , ID:2726

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L’insegna sopra la porticina accanto alla chiesa della Cella può passare inosservata. Ma dietro quell’insegna ci sono sessantadue anni di storia. Storia sportiva, storia di una società che onora il calcio dilettantistico e il quartiere in cui opera. “Siamo una strada di cinquanta metri con dieci negozi e qualcuno di essi ci aiuta…” così mi dice il tesoriere della società, Claudio Bersani, che era presidente nel campionato 2011/12 quando volle che la società si chiamasse U.S.D.Cella 1956, perché fosse chiaro a tutti da quanto tempo questa piccola/grande realtà sportiva e sociale esiste e opera per i giovani e coi giovani del territorio sampierdarenese. Bersani mi dice che i suoi amici e colleghi scherzando – ma non troppo – lo chiamano il presidente del triplete, perché sotto la sua presidenza la squadra è stata promossa in Prima Categoria, ha vinto la Coppa Disciplina e ha vinto la Coppa Liguria di Seconda Categoria. L’Unione Sportiva Dilettantistica Cella partecipa ininterrottamente ai campionati della F.I.G.C. da 61 anni, contando sulle proprie forze e sull’aiuto di tanti amici e quando possibile anche delle istituzioni pubbliche locali: ha giocato nei campionati di Terza, Seconda e di Prima Categoria; è in Prima ininterrottamente da sei anni a questa parte, e per una società che non ha un campo di gioco proprio né un settore giovanile, non è mica poco…
Fu fondata da Gian Franco Martini, imprenditore nel settore trasporti (en passant è anche mio zio, ma questo non c’entra), che ne fu presidente sino al 1989, aiutato – tra gli altri – da Armanda e Ruggero Tarli, storica segretaria e vicepresidente, Claudio Bersani, Ennio Franceschelli, direttore sportivo, Cesare Vittorio Trucco… Ho detto “tra gli altri” perché tutti gli altri – soci e giocatori – sono stati sempre fondamentali nella vita della società gialloblù. Fino agli anni Novanta c’era un settore giovanile con squadre allievi e juniores che partecipavano ai vari campionati, sotto la guida di Gino Talarico, amatissimo allenatore fino alla sua scomparsa nel 2002. Bello ricordare anche che per alcuni anni la Cella ebbe come Presidente Onorario nientepopodimenoché Don Berto Ferrari, mitico prete partigiano scrittore, notissimo anche fuori di San Pier d’Arena. Dal campionato 2016/17 il presidente è Fulvio Pagano, che è stato un allenatore ricco di esperienza.
Questo campionato 2017/18 è il sesto consecutivo in Prima Categoria e ora la squadra si trova a metà classifica, posizione ottima perché per salire in Promozione occorrerebbe avere la squadra juniores che per ragioni economiche non si può avere: non avendo un campo proprio si deve pagare l’affitto per l’uso del campo Morgavi al Belvedere, a cui si aggiungono le spese per il vestiario, le visite mediche, i tesseramenti, l’iscrizione al campionato… Ci sono alcune aziende sponsor e poi se manca qualcosa i dirigenti aggiungono del loro. Dirigenti volontari e per lo più pensionati; il volontariato, qui come altrove, fa muovere il mondo perché in fondo è una delle tante forme in cui si manifesta l’amore. Bersani mi dice che “le squadre contro cui giochiamo rappresentano per lo più un intero paese, o un quartiere di Genova; noi siamo più piccoli e quasi nessuno sa bene dove siamo: il nome Cella viene spesso scambiato con Celle. Siamo il Chievo del dilettantismo… per i calciatori non possiamo fare calcio-mercato col portafoglio vuoto, viene l’amico dell’amico, il giocatore esperto chiama l’amico giovane…”. Poi ricorda con orgoglio un episodio di alcuni anni fa: “giocavamo sul campo di Pra’, avevamo in panchina il medico sociale dottor Imperiale e il massaggiatore Mimmo La Cava; sono finiti sul giornale come “gli angeli del Cella” perché hanno salvato in extremis un ragazzo del Pra’ che aveva avuto un incidente grave e che senza il loro rapido intervento sarebbe morto”.
Ogni anno ci si chiede “ragazzi ce la faremo l’anno prossimo?”; è complicato fare programmi in queste condizioni di perenne scarsità di soldi; peraltro si va avanti da sessantun anni quindi qualcosa di buono questa società deve pur aver fatto, no? Ci sono tante società sportive che aprono e chiudono dopo pochi anni perché fanno il passo più lungo della loro gamba e non resistono. La Cella va piano, sano e ragionevolmente lontano. “La politica dei piccoli passi che piaceva a Henry Kissinger…” è il commento “internazionale” di Claudio Bersani, che conclude la chiacchierata ringraziando il fotografo Vita (al secolo Vitaliano Scappini) che da molti anni documenta con assiduità le imprese sportive della Cella 1956.

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