Un libro di foto storiche per i centodieci anni di A.Se.F.

Rivista: Gazzettino Sampierdarenese
Editore: S.E.S. – Società Editrice Sampierdarenese
Luogo di pubblicazione: Genova
Data: 31 ottobre 2019

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È stato presentato ai primi di ottobre a Palazzo Tursi di fronte a un folto e interessato pubblico il bel volume di foto storiche “Genova, 1936-1951 – La tradizione del corteo funebre. Una raccolta dall’Archivio Francesco Leoni”. I curatori sono i giovani storici William Valeriano Darrigo e Federico Zambosco, l’editore è GGallery publishing, il libro è stato voluto e realizzato da A.Se.F. Srl, la società di onoranze funebri del Comune di Genova, che ha voluto così celebrare il suo centodecimo compleanno. Un secolo e un decennio di ininterrotto servizio ai genovesi per aiutarli ad affrontare nel miglior modo possibile situazioni ed eventi di cui tutti faremmo volentieri a meno ma che tutti sappiamo essere inevitabili e quindi necessari.
Il titolo del libro rende chiaro il senso del contenuto: la tradizione del corteo funebre vista attraverso l’occhio e l’obiettivo del fotografo genovese Francesco Leoni, uno dei grandissimi della fotografia italiana del Novecento. Onore al merito dei suoi figli, Paola e Andrea, custodi dell’immenso prezioso archivio fotografico del loro padre, che ben volentieri lo hanno aperto ai curatori del volume per rendere pubbliche alcune decine di scatti che Francesco aveva realizzato documentando numerosi cortei funebri nei diversi quartieri della città, funerali di comuni cittadini e di personaggi famosi (il Cardinale Pietro Boetto e Don Luigi Orione, per dirne due).
Le foto costituiscono il nucleo forte del volume ma sono altrettanto importanti i capitoli storico-biografico-filosofici che le precedono; introdotti dalle riflessioni di Matteo Campora, Assessore del Comune di Genova, e dell’Avv.Franco Rossetti, Amministratore Unico di A.Se.F, in essi si legge dell’attività professionale di Francesco Leoni (artista di squisita sensibilità umana e ben conscio del valore storico del suo lavoro), si riflette sull’ineluttabile rapporto che lega gli esseri umani alla morte, si descrive come il rito funebre e la sepoltura siano stati “vissuti” (sembra un ossimoro ma non lo è) nelle varie epoche storiche dell’umanità.
Il corteo è stato un momento essenziale del rito funebre nella cultura e nella tradizione genovese più o meno fino alla metà del secolo scorso; poi lo sviluppo del traffico automobilistico – e più in generale il cambiamento di atteggiamento culturale nei confronti della morte – lo ha portato a estinzione. Resiste in alcune zone d’Italia, in aree rurali poco urbanizzate; nelle grandi città non c’è spazio, non c’è tempo, non c’è la disposizione d’animo giusta per accettare la presenza nelle strade di cortei di persone che si muovono lentamente in silenzio; senza nemmeno una bandiera da sventolare, uno striscione da stendere, uno slogan da scandire.
Questo volume quindi, oltre che un interessante omaggio alla società di onoranze funebri comunali e al massimo fotografo genovese, è un prezioso documento storico che può aiutare tutti i genovesi che hanno meno di settant’anni (me compreso, naturalmente) a conoscere meglio la storia umana della loro città, del popolo a cui appartengono, a cui apparteniamo.

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