Un pilota giovane ed eroico

Rivista: Gazzettino Sampierdarenese
Editore: S.E.S. – Società Editrice Sampierdarenese
Luogo di pubblicazione: Genova
Data: Marzo 2010, anno XXXVIII, n°3

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Ricordo di Filippo Cevasco

Via Filippo Cevasco è una strada privata che si dirama da Corso Martinetti e sale le pendici del Belvedere, a San Pier d’Arena. La targa stradale dice: “pioniere d’aviazione”, ma dove e quando volò? Una ricerca su internet – come s’usa oggidì – fornisce qualche informazione interessante: Filippo Cevasco nacque il 17 dicembre 1889 a Rosso di Davagna, nella profonda val Bisagno. Appassionato dell’ancor giovane arte aeronautica, nel 1912 ot- tenne a Mirafiori la licenza come pilota di monoplano e di idrovolanti. Lavorò come pilota collaudatore per la società genovese Gabardini (che divenne poi CANSA, Costruzioni Aeronautiche Novaresi Società Anonima) e l’anno successivo stabilì molti importanti record di volo non-stop (da Milano a Roma, a Torino, a Venezia). Carriera luminosa, quella che si apriva davanti a Cevasco e alle ali dei suoi aerei, se non fosse che il 2 giugno del 1914 morì in un incidente cadendo presso il Lago Maggiore. Aveva 24 anni. Per quanto breve sia stata la sua vita, pare che sia anche riuscito a farsi un nome in Sud America come torero. È proprio vero che sono solo i pigri a non trovare il tempo per fare le cose: per chi ha voglia e volontà il tempo è sempre sufficiente…

Vita breve e d’azione come quella di Achille, per il pilota davagnino; chissà fosse vissuto ancora, forse sarebbe diventato un “eroe dell’aria” nella Grande Guerra, come Francesco Baracca e il Barone Rosso – peraltro morti giovani pure loro, il Barone von Richthofen a 25 anni e il nostro Baracca a 30.

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