Una giornata particolare

Rivista: Gazzettino Sampierdarenese
Editore: S.E.S. – Società Editrice Sampierdarenese
Luogo di pubblicazione: Genova
Data: 28 febbraio 2018

Categoria: Tag: ID:2681

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La prossima domenica 4 marzo sarà una giornata importante. Grazie a Dio viviamo in una nazione ragionevolmente democratica, i nostri antenati hanno combattuto e sono morti per permetterci di manifestare liberamente il nostro pensiero, per darci la libertà di poter scegliere e il 4 marzo sceglieremo. Sarà una giornata importante ma non mi vergogno a dire che sarà anche una giornata difficile. Se posso usare una metafora scientifica, sarà il giorno in cui dovrò far collassare la funzione d’onda dei miei pensieri politici in una scelta precisa e determinata; sarà il giorno in cui la nuvola delle mie opinioni, speranze, timori, auspici, certezze, dubbi sui tanti schieramenti politici che si presentano alle elezioni si dovrà “condensare” in una crocetta tracciata su un simbolo preciso. Non sarà facile, lo ammetto; attendo quella giornata con timore e incertezza ma sono certo che la mia funzione d’onda collasserà: andrò sicuramente a votare. Parafrasando il Poeta io oggi riesco a dire soprattutto “ciò che non sono, ciò che non voglio” però – magari turandomi un po’ il naso come diceva la buonanima di Indro Montanelli – sono certo che non mi asterrò né voterò scheda bianca. Perché sono due scelte assolutamente legittime e praticabili da ogni cittadino italiano ma sono anche – secondo me – due scelte inutili. Due scelte che – credo – Dante avrebbe messo tra le ragioni per finire nell’Antinferno tra gli ignavi, tra “color che visser sanza ‘nfamia e sanza lodo… ignudi e stimolati molto da mosconi e da vespe ch’eran ivi”. È vero che il gioco della politica italiana sembra troppo sovente fatto apposta per allontanare i cittadini dall’interesse per la Res Publica, la “Cosa Pubblica” come lucidamente la definivano gli antichi Romani. Ma quando mi guardo intorno nel mondo e vedo in quante nazioni i cittadini devono lottare (e spesso farsi incarcerare e uccidere) per poter esprimere faticosamente la loro opinione, allora mi rendo ancor più fortemente conto di quanto sono fortunato a vivere in Italia, in Europa, e di quanto grave sarebbe il mio peccato di omissione se rinunciassi al mio dirittodovere di votare alle elezioni politiche.

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