Una valle dal volto umano

Rivista: Viaggia l’Italia
Rubrica: Vagabondando
Editore: Clementi Editore
Luogo di pubblicazione: Genova
Data: n°42, autunno 2008

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Frèrë Mounèini: è il nome “dialettale” di Ferrera Cenisio, comune di Moncenisio, borgo di montagna con le case in pietra, le meridiane sui muri, la fontana sulla piazza del municipio e un frassino secolare presso la chiesa. Ferrera è in Piemonte, sta appena sopra Susa, nella valle del torrente Cenischia, affluente di sinistra della Dora Riparia. Qualche censimento fa ebbe il titolo di comune meno abitato d’Italia (33 residenti se non ricordo male; oggi ne conta ufficialmente 46, che non ne fanno una metropoli…).
Il nome dialettale ha sonorità poco italiane, anche se sono comuni in queste montagne del profondo Piemonte: qui si parla il franco-provenzale, ovvero la terza lingua neolatina della regione francese, sorella della lingua d’oc – il provenzale dei trovatori e dei càtari – e della lingua d’oil, il francese vero e proprio. Questa terza lingua neolatina francese ha avuto poca fortuna letteraria e storica ed è rimasta a livello di dialetto, diventando il patois parlato nelle valli del Torinese, in Val d’Aosta, nella Savoia e in qualche cantone svizzero. Che poi, cos’è che decide quali fra le migliaia di idiomi parlati nel mondo sono “lingue” e quali rimangono “dialetti”? Nemmeno i linguisti hanno le idee chiare in merito, e forse la migliore distinzione rimane quella data dal caustico Noam Chomsky, padre della linguistica contemporanea, che diceva che le lingue sono dialetti che hanno una bandiera e un esercito.

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