Una visita al Centro culturale buddista di San Teodoro

Rivista: Gazzettino Sampierdarenese
Editore: S.E.S. – Società Editrice Sampierdarenese
Luogo di pubblicazione: Genova
Data: Gennaio 2013, anno XLI, n°1

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Viaggio nelle comunità religiose del Centro Ovest

Si dice che fra le grandi religioni dell’umanità c’è una “religione senza Dio”. Vero: perché il buddismo non venera un dio ultraterreno ma segue gli  insegnamenti  del  Budda  storico, il principe Shakyamuni, Gautama Siddhartha, vissuto  in  India  tra  V  e IV secolo a.C., che si è  “risvegliato” alla realtà fondamentale della vita e dell’universo. Nel XIII secolo il monaco giapponese Nichiren Daishonin (contemporaneo di San Francesco d’Assisi), cercò di riformare il buddismo del suo tempo, troppo legato al formalismo rituale e al potere politico. Egli riconobbe la centralità del Sutra del Loto negli insegnamenti di Shakyamuni, in cui si dichiara che il Budda non esiste un essere soprannaturale ma che la Buddità, la legge mistica, è presente in tutti gli esseri viventi; il Budda è la vita stessa, sacra e degna di rispetto in ogni sua manifestazione. Diventa Budda chiunque si risveglia, riconosce ciò e vive da perfetto essere umano, in grado di accettare e apprezzare ciò che egli è veramente, in rapporto pacifico con ogni altro essere vivente. Nel 1930 due insegnanti, Makiguchi e Toda, si convertono al buddismo di Nichiren e fondano la Soka Kyoiku Gakkai (Società Educativa per la Creazione di Valore), mal tollerata nel Giappone militarista dell’epoca.
Però nel dopoguerra  la  Soka  Gakkai si espande nel mondo e giunge in Italia, dove ottiene lo status di ente morale nel 1980 ed ente  religioso nel 1998. La sede genovese è in via Alizieri, nel quartiere di San Teodoro, in quello che parecchio tempo fa era il cinema Venezia. Qui ci accoglie Mauro Anastasi, dal quale apprendiamo che oggi i fedeli del buddismo di Nichiren sono circa sessantamila in Italia, di cui 3500 in Liguria, e la metà di essi sono genovesi. I primi seguaci genovesi furono alcuni giovani convertitisi nel 1978; oggi appartengono a ogni ceto sociale ed età e prima di diventare buddisti erano cattolici, agnostici, atei, insomma costituiscono un realistico spaccato della società civile cittadina. Generalmente si sono avvicinati al buddismo grazie ai contatti personali con chi già frequentava la comunità buddista. Si incontrano in piccoli gruppi due volte al mese nelle case private  per condividere le proprie esperienze di vita e di pratica buddista, e a volte in gruppi più grandi al Centro per studiare o discutere argomenti di vita e di dottrina. Il Centro intrattiene rapporti con la società civile essenzialmente organizzando – con l’appoggio degli enti locali, dal Comune alla Regione presentazioni di libri (come i Dialoghi dell’attuale presidente della Soka Gakkai Internazionale, Daisaku Ikeda con personaggi celebri del mondo) o mostre quale “Semi del cambiamento” nel 2006 su temi di ecologia e rispetto dell’ambiente, o quella sui diritti umani tenuta alla Commenda nel 2000; è in progetto “Senzatomica”, per insegnare la  possibilità  di  vivere in una società pienamente pacifica. In queste attività si cerca di coinvolgere le scuole, perché i bambini hanno menti più ricettive e libere da pregiudizi degli adulti e rappresentano il nostro futuro. Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai in Genova, via Alizieri 10r, tel. 010 275 9395, aperto dalle 18 alle 22, sabato e domenica dalle 10 alle 22; www.sgi-italia.org.

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