Vivere non necesse, correre necesse est

Rivista: Gazzettino Sampierdarenese
Editore: S.E.S. – Società Editrice Sampierdarenese
Luogo di pubblicazione: Genova
Data: 8 giugno 2020

Categoria: Tag: , ID:3080

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Questo virus coronato mi ha fatto scoprire cose che nemmeno immaginavo. Ad esempio che gli italiani sono un popolo di atleti. Son certo che alle Olimpiadi di Tokio del 202qualcosa la squadra italiana di atletica leggera vincerà dieci medaglie d’oro, quindici d’argento, venti di bronzo. Perché pare che la mancanza di cui gli italiani abbiano maggiormente sofferto durante il lockdown sia la corsa. Sting canta “a gentleman will walk but never run” e io evidentemente sono un gentleman, io nacqui signore come Totò, perché cammino volentieri ma non corro. Invece le strade pullulano di gente che senza distinzione di età, sesso, razza, religione, orientamento politico o sessuale CORRE ed evidentemente appartiene a una razza superiore a cui le usuali categorie fisiche e legali non si applicano, perché mentre noi camminatori semplici dobbiamo andare in giro distanziandoci dai nostri consimili e indossando la mascherina che fa sudare la faccia e appannare le lenti degli occhiali, loro, i Superumani Corridori, ti passano accanto a trenta centimetri sudando ansimando e sputacchiando rigorosamente senza mascherina. Non capisco ma mio malgrado mi adeguo, però con una forte irritazione in cuor mio. Mi piacerebbe che quelli che korrono venissero colpiti da una forma non grave ma lenta a guarire di Ginocchio della lavandaia che li costringesse a rimanere distesi sulle loro poltrone e sofà sino all’inizio delle prossime grandi piogge autunnali. E poi ne riparleremo….

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