1) “… Perché per me Dio è e non può essere altro che un Infinito, il quale, per essere perennemente vivo e quindi più Infinito, si concreta incessantemente entro forme determinate che ad ogni attimo si spezzano per l’urgere del fluire divino e ad ogni attimo si riplasmano per esprimere e concretare quella Vita che, inespressa, si annienterebbe….. un Dio così non si può né chiamare né pregare né porre lungi da noi per adorarLo; Lo si può soltanto vivere nel profondo, poi che è Lui l’occhio che ci fa vedere, la voce che ci fa cantare, l’amore, e il dolore che ci fa insonni…. Questo Dio che non si lascia staccare dalla vita.. Io credo che il nostro compito, mentre attendiamo di tornare a Dio, sia proprio questo: di scoprire quanto più possiamo Dio in questa vita, di crearLo, di farLo balzare lucendo dall’urto delle nostre anime con le cose (poesia e dolore), dal contatto delle nostre anime fra di loro (carità e fraternità)…”

L’intera lettera a Tullio Gadenz datata Milano, 29 gennaio 1933, della giovane poetessa Antonia Pozzi è parecchio più lunga…. Grazie a Chiara Pasetti, giornalista, scrittrice, videomaker eccetera, che me l’ha fatta conoscere e grazie a Giulia Cassini che mi ha fatto conoscere Chiara Pasetti.

2) E siam felici come Pasque, si, ma come Pasque del 2020 (Pinguini Tattici Nucleari)

3) “Se l’assassino crede di uccidere / o se la vittima crede di morire / entrambi non conoscono bene quei modi sottili / in cui mi manifesto, passo e ritorno. / Il lontano o il dimenticato sono per me vicini, / la luce del sole o l’ombra sono per me la stessa cosa; /.. / e una cosa solo sono per me l’onta e la gloria. /.. / Quando volano con me io sono le ali / io sono colui che dubita e il dubbio stesso / e sono l’inno che canta il Brahmino /… / … tu, umile amante della verità! /trovami e ritorna nel paradiso”.
Dalla poesia “Brahma”,del poeta, scrittore, filosofo americano Ralph Waldo Emerson.

“Gli dei stessi vengono dopo la creazione. Quindi chi può sapere davvero come nacque la creazione? Chi sa quale fu la sua origine? Lui che sorveglia tutto dal più alto dei cieli, Lui sa – o forse non sa neppure lui”. 
Dal Rigveda, il più antico testo sacro indù, circa 1500 a.C. 

Sei anni fa ascoltai un’interessante conferenza sul Talmud (i dettagli in http://www.giannidallaglio.it/talmud) in cui Rav Giuseppe Momigliano, rabbino capo di Genova, e Giuseppe Veltri, docente di storia delle religioni all’Università di Amburgo, dissero una cosa che già avevo letto in Moni Ovadia e cioè che l’ebraismo è una religione senza dogmi. Eccessivamente piena di minuziose prescrizioni pratiche ma priva di dogmi teologici da accettare “per fede”. Il discorso è più lungo e articolato ma il punto che mi sta a cuore è proprio questo: Ovadia dice che nell’ebraismo si può mettere in discussione anche la stessa esistenza di Dio.  

Un punto di vista simile l’ho trovato leggendo “Oriente e Occidente – Massa e individuo” di Federico Rampini, riferito all’altro grande (e arzigogolato) monoteismo asiatico, l’induismo. Il politico, diplomatico e scrittore indiano Shashi Tharoor dice che “l’induismo è una religione senza dogmi. Non ha un fondatore. Non ha un profeta. Non ha una chiesa organizzata né una fede obbligatoria… Non ha un singolo testo sacro né un’idea uniforme sui valori della vita…  Non pensa di essere detentrice della verità, non pensa di essere l’unica fede vera… Le trecentotrentatré divinità censite nell’induismo sono in realtà gli infiniti e multiformi aspetti di Dio, che è assente e presente dentro e fuori di noi…” 
Io continuo a essere affascinato da “ama il prossimo tuo come te stesso”, quindi per me evviva Joshua bar Joseph, alias Gesù Cristo. Però mi piace questo credere che Dio non si ammanti di dogmi da accettare senza discutere e anzi accetti di essere liberamente messo in discussione; mi sembra una forma di rispetto e di stima da parte di Dio stesso verso il “gioiello” della Sua creazione: l’intelligenza umana.

4) https://www.youtube.com/watch?v=oiVnLuNtzhs: i Solisti Veneti e Lucio Dalla suonano e cantano Antonio Vivaldi. Grazie all’amico Uge che mi ha fatto conoscere questo video (anche se non c’entra con Dio. O forse sì, la buona musica ha qualcosa di divino)

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