1) Nel 2004 con Donatella visitammo il giardino della Mortella, a Ischia, e Dona volle una foto insieme alla celebre e bizzarra padrona di casa Lady Susana Walton (la foto è appesa in sala a Sanremo). Durante la conversazione Dona chiese a Lady Susana cosa facesse nei giorni in cui il Giardino è chiuso al pubblico e lei rispose “tiro erbacce”. Perché in ogni giardino ci sono erbacce da estirpare, anche nella monumentale Mortella.

Il giardino di Villa Mergellina a Sanremo, che ho ereditato da Donatella, è ben più modesto ma – come ho già detto diverse volte – nel suo piccolo è veramente un trionfo di verde e di fiori. Tra quel verde e quei fiori, insieme alle piante da giardino volute, acquistate, piantate, ci sono anche tante piante che nessuno ha cercato e ha voluto; erbacce, che però si godono la vita nella giungla del giardino Marsaglia-Dall’Aglio proprio come le loro colleghe col pedigree.

Ogni tanto qualche amica sensibile mi fa gentilmente notare che dovrei togliere queste erbacce che intasano i vialetti del giardino. E io assentisco “eh si, devo proprio levarle” ma poi nicchio…. Perché in cuor mio contesto il principio secondo cui esistono “piante da giardino” da amare e curare ed “erbacce” che vanno uccise per tutelare l’eleganza del contesto e il Lebensraum delle piante “nobili”. Non credo che il diritto di vivere della vegetazione che condivide in pace e armonia il giardino debba dipendere dalla mia volontà. Io non sono il signore e padrone delle vite altrui, non lo sono al 100% nemmeno della mia, figuriamoci di quelle degli altri esseri viventi, umani o animali o vegetali. 
Certo, so come va il mondo, so bene che per un corretto funzionamento della vita è necessaria anche la morte, so che per nutrirmi (essendo io biologicamente un animale, quindi eterotrofo) devo uccidere; e non fa differenza essere carnivori o vegetariani, checché ne pensino quelle anime candide che disdegnano polli e mucche e si ingozzano di verdura: si uccidono le carote tanto quanto i maiali, di questo ne sono convintissimo anche se i vegetariani mi deridono quando lo dico. Accetto di essere anche io come tutti un “assassino”, e nei miei assassinii ci sta anche l’estirpare qualche erbaccia di tanto in tanto, ma solo perché ci si possa muovere nel giardino senza essere totalmente sopraffatti dalla vegetazione. Estirpo il minimo indispensabile; non voglio uccidere senza una vera necessità. E chiedo scusa alle “erbacce” che estirpo e uccido, e non mi vergogno di ciò anche se fossi l’unico sulla terra a farlo (in realtà siamo almeno in due, cfr. http://www.giannidallaglio.it/lasino-teo).

Le erbacce mi fanno pensare agli zingari (o ad altre categorie reiette dell’umanità a scelta delle personali antipatie di ciascuno…): nessuno ama gli zingari, nessuno desidera averli intorno, anche molti pii credenti timorati di Dio che nelle messe domenicali ascoltano Gesù che dice “ama il prossimo tuo come te stesso” non si rattristerebbero se gli zingari sparissero domani dalla faccia della Terra. Ma sol lucet omnibus, diceva Qohelet, lucet anche sulle ortiche e sui rom, forse dovremmo farcene una ragione.Peraltro riconosco che non avrei voglia di avere una famiglia di zingari vicino a casa, preferisco di gran lunga avere in giardino le spighe pungenti dell’orzo selvatico che si incastrano nel pelo dei gatti…. Nessuno è perfetto, lo so bene.

2) Da bambino sono stato vaccinato come quasi tutti i bambini della mia epoca: antitetanica, antivaiolosa, antidifterica, antipolio. All’università conobbi il professor Carlo Pontiggia, di cui fui prima studente poi collaboratore precario al Dipartimento di Fisica; Pontiggia camminava con due stampelle e guidava la macchina coi comandi manuali perché da bambino aveva avuto la poliomielite, che lui chiamava paralisi infantile. I suoi ultimi anni li ha trascorsi sulla sedia a rotelle. Lui, più vecchio di me, da bambino non era stato vaccinato. Diciamo che anche a causa dell’amicizia con il prof.Pontiggia sono sempre stato convinto che i vaccini siano una utilissima invenzione della medicina. Però non sono diventato un fanatico, ad esempio non ho mai fatto il vaccino antinfluenzale.

Ora uno dei grandi temi di dibattito esistenziale di moda sembra essere il futuro vaccino anticovid; ammetto che mi sono sempre tenuto lontano da tutti i dotti medici e sapienti che hanno discettato di covid nei talk show televisivi che non guardo mai (non guardo mai niente in tv la sera dopo che ho finito di cenare e lavare i piatti) però ho la sensazione che si stia diffondendo una mentalità antiscientifica che a volte mi sembra un po’ preconcetta, quindi probabilmente quando ci sarà il vaccino anticovid mi vaccinerò, fosse solo per il puro perverso piacere di épater le bourgeois, di “scandalizzare” i benpensanti convinti che i vaccini siano uopra de lo dimonio e i medici che li propugnano siano tutti sodali di Baal Zebub.

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