L’incipit potrebbe essere lo stesso di una roba di due anni fa –  http://www.giannidallaglio.it/intolleranze-paleolitiche/ –  che iniziava con una striscia di Lupo Alberto; saltando i preamboli, la battuta finale era: sullo sfondo una gallina chiede “Crisi esistenziale? E cos’è?” e un’altra le risponde “Una sciccheria… Roba da ricchi!”.

Mi capitò, un giorno, di leggere un articolo di Domenico Quirico su La Stampa che raccontava dei migranti che non migrano. Gente troppo povera per potersi permettere di pagare il viaggio verso l’Europa via Sahara-Libia-Mediterraneo, gente sfuggita ai massacri di Boko Haram e costretta a vivacchiare intorno al Lago Ciad che sta scomparendo per i cambiamenti climatici, gente che sta lì senza nessuna speranza di poter migliorare la loro esistenza.

Mi capitò, un giorno, di leggere di un ragazzo (mi pare del Ghana) che aveva assistito all’uccisione del padre per ragioni religiose, era fuggito col fratello maggiore verso l’Europa, il fratello era annegato durante la traversata, lui ce l’aveva fatta, ora è in Italia in cerca di un nuovo sé stesso.

Mi càpita, a volte, di ascoltare e leggere notizie su cadaveri di migranti trovati in fondo al Mediterraneo, su gente in fuga da questa o quella città bombardata, su una ragazza del Bangla Desh bruciata viva perché aveva denunciato il preside della sua scuola che l’aveva violentata (e poco importa che oggi quel preside e i suoi sodali siano stati condannati a morte, anzi per certi versi ciò peggiora le cose).

Mi càpita, a volte, di ricordarmi di mio nonno materno: era un Ragazzo del ’99, che a 18 anni di età si fece qualche mese di Prima Guerra Mondiale tra il Piave e il Pasubio e passò tutta la Seconda – marito e padre – a lavorare a Cuneo badando a sfuggire ai bombardamenti aerei; quando io ero bambino e qualcuno intorno a lui brontolava per futili motivi (magari per qualche pietanza poco gradita a cena) diceva “vi ci vorrebbe un po’ di guerra!” sottintendendo “così capireste cosa è davvero importante nella vita e non frignereste per delle sciocchezze”.

Mi càpita, a volte, di sentir parlare di cose tipo Counseling, Feldenkrais, Costellazioni familiari, Psicosintesi, Tai Chi, Qi Gong, Yoga, Pilates, Biodanza (che è l’unica tra queste manifestazioni dell’intelligenza umana che posso dire di avere un po’ conosciuto e apprezzato) e altre che ora non ricordo.

E quando mi càpitano i pensieri sul Lago Ciad, sui bombardamenti, sui migranti, su mio nonno, mi càpita anche di ripensare a quella striscia di Lupo Alberto e alle “sciccherie, robe da ricchi” con cui noi occidentali decadenti talvolta amiamo ammalarci. E a tutte queste cure dai nomi strani e talvolta costosi con cui cerchiamo di curarci.

E mi càpita di chiedermi se quando facciamo Counseling, Feldenkrais, Costellazioni familiari, Psicosintesi, Tai Chi, Qi Gong, Yoga, Pilates, Biodanza – o quando stiamo seduti davanti a un computer scrivendo seghementali da inviare agli amici di penna – ci rendiamo conto dell’immensa fortuna che abbiamo nel poterci permettere i malesseri psicologici da affrontare con tutte queste belle cose invece di doverci preoccupare di sopravvivere ai tagliagola integralisti, ai bombardamenti, alla siccità, ai roghi, al mare in tempesta… 

Bisognerebbe convincere i rifugiati sull’aride sponde del Lago Ciad e i migranti nei centri di raccolta in Libia a fare un paio d’ore alla settimana di Biodanza o di Feldenkrais, ne guadagnerebbe la loro qualità della vita…

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