1) Vergine Madre, figlia del tuo figlio, / umile e alta più che creatura, / termine fisso d’umano consiglio, / tu se’ colei che l’umana natura / nobilitasti sì che ‘l suo fattore / non disdegnò di farsi sua fattura. / Nel ventre tuo si raccese l’amore / per lo cui caldo nell’etterna pace / così è germinato questo fiore. / Qui se’ a noi meridiana face / di caritate, e giuso, intra i mortali / se’ di speranza fontana vivace. / Donna, se’ tanto grande e tanto vali / che qual vuol grazia ed a te non ricorre / sua disianza vuol volar sanz’ali. / La tua benignità non pur soccorre / a chi domanda, ma molte fiate / liberamente al dimandar precorre. / In te misericordia, in te pietate, / in te magnificenza, in te s’aduna / quantunque in creature è di bontate.

L’invocazione alla Vergine Maria che Dante mette in bocca a San Bernardo all’inizio dell’ultimo canto del Paradiso (Youtube è pieno di Benigni che la recita). Questa per me è la più bella preghiera a Maria che mente cristiana abbia mai concepito. Non è necessario credere alla figura teologica della Madonna e a tutto l’orpello di annessi e connessi che l’accompagnano, la si può pure considerare l’erede della Dea Bianca paleo-indoeuropea, di Iside e di Hera; però questa rimane una preghiera meravigliosa. Che non è neanche una preghiera, direi più una dichiarazione d’amore. Forse è la stessa cosa.

2) In un messaggio precedente dicevo che l’Equazione di Dirac è considerata la più bella equazione della fisica. Però il Principio di indeterminazione di Heisenberg (∆x•∆px ≥ ħ/2) secondo me è altrettanto bello, elegante e conciso. E soprattutto mi pare che il suo significato fisico possa avere connessioni con la metafisica e la teologia: il Principio indica che per quanto profondamente l’essere umano cerchi di indagare la Natura, essa non si lascia conoscere con completa determinazione e certezza. Ma non perché i mezzi di indagine umani siano incompleti e insufficienti, no, è proprio intrinseco alla natura della Natura il non essere completamente determinabile. 

Io ci vedo qualcosa di divino, in ciò. Perché anche Dio non è completamente determinabile. Certo, di gente che nel corso della storia ha cercato di dimostrare razionalmente l’esistenza di Dio ce n’è stata parecchia, da Anselmo d’Aosta a Kurt Gödel, ma tutti invano, le loro “dimostrazioni ontologiche” sono state rapidamente smontate e smentite. Certo non tutto è roba per il primo che passa… La prova matematica dell’esistenza di Dio concepita da Gödel occupa solo tre piccole pagine di un libretto fortemente tascabile ma a un essere umano normale (io, ad esempio) appare incomprensibile. Sicuramente Dio la capisce, e forse ci ride su….

Insomma, mi pare che Dio – se esiste – abbia creato l’universo a Sua immagine e somiglianza, non completamente descrivibile né determinabile. Secondo me ha fatto bene. E noi umani dobbiamo renderci bene conto che non potremo mai sapere/conoscere/capire tutto, perché questa impossibilità è intrinseca alla Natura, così come lo è alla Mente Divina. Certo, i credenti ricchi di fede possono sentirsi convinti di conoscere Dio quale Egli veramente è; quelli che alle vie rette della Vera Fede preferiscono i sinuosi sentieri del Santo Dubbio si accontentano di guardarsi intorno, indagare e rimuginare senza impegnarsi in azzardate distinzioni tra il Vero Dio e gli dei falsi e bugiardi.

3) “Pratica il non-agire, bada a non fare niente, assapora il senza-sapore, considera il piccolo come grande, il poco come molto… il Santo non fa mai niente di grande e così può compiere il grande”; “Il Re saggio insegna senza parlare, dirige senza comandare, compie senza fare”; “I raggi convergono nel mozzo, ma è il vuoto del mozzo l’essenziale della ruota. I vasi sono fatti di argilla, ma è il vuoto interno che fa l’essenza del vaso. Mura con finestre e porte formano una casa, ma è il vuoto di essi che ne fa l’essenza. L’essere serve come mezzo utile, nel non-essere sta l’essenza”. Parole del Tao Te Ching, il Libro della Via e della Virtù, reperibile in diverse edizioni e dimensioni. Utili compendi anche “Il Non Agire – la filosofia cinese di Wu Wei”, di Margherita Sportelli, Xenia Tascabili e il più completo “La religione della Cina” di Kristofer Schipper, Ubaldini Editore.

Mi chiedo, se le società umane funzionassero secondo i principi del taoismo (“non agire” cioè non imporre i propri desideri al mondo ma seguire la spontaneità della natura) oppure anche secondo quelli del vero cristianesimo (ama il prossimo tuo come te stesso), vivremmo tutti meglio? Sono regole di comportamento realizzabili dai singoli e dalle comunità o sono solo utopie geniali concepite da menti eccezionali ma senza connessione con la vita reale? La seconda che ho detto, naturalmente e purtroppo.

Un giorno mi fu chiesto se il mio interesse verso le religioni altrui significhi che cerco altrove risposte metafisiche che nel cattolicesimo non trovo. Chiesi all’interlocutore se avesse mai fatto vacanze all’estero; mi rispose che era stato recentemente in Sud America. Gli chiesi se era andato là perché cercava qualcosa che in Italia non trova ma mi rispose che semplicemente era curioso di vedere il resto del mondo. Ecco, io ascolto la commemorazione pasquale dei Testimoni di Geova e leggo il Wu Wei perché sono curioso di vedere il resto del mondo. E ancor più che a divagare tra le varianti dell’abituale monoteismo abramitico mi diverto a indagare le religioni totalmente diverse dalla mia, che possono portare in dote pensieri inusuali. E cosa c’è di più diverso del taoismo? 

Il mio giardino di Sanremo è taoista perché per la sua manutenzione pratico il Wu Wei, il Non Agire…

4) https://www.youtube.com/watch?v=BKezUd_xw20 – per chi ama violini, violoncelli e pianoforti, apprezza l’abilità tecnica e ha senso dell’umorismo. Grazie alla efficientissima Antonella B…

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