1) “Alcuni anni fa, allo zoo di Toronto, vidi una femmina di orango che allattava un neonato; ma quando premetti la mia faccia barbuta contro il vetro che delimitava il suo grande spazio erboso lei depose delicatamente il piccolo e si accostò alla vetrata premendo la faccia e il naso di fronte ai miei dall’altra parte della lastra. Con i suoi piccoli occhi luminosi osservava il mio naso, il mio mento, tutti i tratti umani, ma anche scimmieschi, della mia faccia, identificandomi (non potei evitare questa sensazione) come un essere suo simile, o per lo meno molto affine. Poi mi fissò, e io fissai lei: come amanti che si guardino negli occhi, separati soltanto della vetrata. Misi la mano sinistra sulla lastra e lei immediatamente ci appoggiò sopra la sua destra. La loro somiglianza era ovvia, evidente a entrambi. Lo trovai sorprendente, meraviglioso; mi diede una sensazione di affinità e vicinanza intensa come non l’avevo mai provata con nessun altro animale”. Olivier Sacks, Il fiume della coscienza, Adelphi. Sacks, medico, neurologo, scrittore scientifico britannico di chiarissima fama. Considerando le sensazioni di affinità e vicinanza che già riesco a percepire quando faccio mano-zampa o barba-naso coi miei gatti, capisco benissimo cosa deve aver provato lui in quell’incontro con la mamma orango.

2) Che il sesso nel mondo animale sia un concentrato di bizzarrie dove non esiste il concetto di “contro natura” già lo sapevo. Ci sono animali partenogenetici – soprattutto lucertole e insetti – in cui le femmine procreano virginalmente senza l’intervento dei maschi; ci sono gli ermafroditi come le chiocciole, che hanno contemporaneamente gli organi sessuali maschili e femminili, e tra i pesci ci sono i trans che nascono femmina ma possono diventare maschi da adulti e magari tornare femmine in seguito; si chiama, credo, ermafroditismo sequenziale. E così anche la transessualità la possiamo mettere tra i comportamenti naturali, checché ne pensino i familiari di quella ragazzina uccisa dal fratello a Napoli e tutti quelli che ragionano come loro. Ma la Natura supera in fantasia l’intelligenza umana, così ho scoperto che anche tra le piante ci sono i trans che cambiano sesso. Le cicadofite sono un gruppo di piante presenti sulla Terra da almeno 280 milioni di anni, simili esteriormente alle palme pur non essendo per nulla parenti con queste, e sono piante dioiche, a sessi distinti, esistono piante maschio e piante femmina (come il kiwi e la cannabis, per dirne altre due); è stato verificato che in condizioni di stress alcune cicadofite possono cambiare sesso. Non è chiaro come accada, ma succede. Questa possibilità appare interessante a chi si prende cura dei cinquecento esemplari viventi di Encephalartos woodii, una cicadofita estinta in natura di cui esistono in parchi e giardini solo esemplari maschi. Non è mai stata trovata una femmina, nemmeno nella foresta sudafricana in cui fu scoperta nel 1895 e i maschi si riproducono per polloni basali o fecondando femmine di specie affini, generando quindi o cloni o meticci. Qualche botanico pensa di provare a forzare il cambio di sesso in qualche esemplare di E. woodii e vedere di nascosto l’effetto che fa.

3) Le piante sono animali sociali. Basta vedere il giardino di Sanremo per capire che quando hanno molti amici intorno le piante vivono meglio, sono più folte e forti. Certo forse non un pigiapigia come nel centro profughi di Lampedusa ma assolutamente niente distanziamento sociale!!! Ricordo i tanti giardini inglesi che visitai con Donatella et al., quanto le piante fossero fitte e lussureggianti. Ordinatamente fitte, all’inglese, a differenza del giardino di Sanremo dove sono confusamente fitte, all’italiana, ma il concetto rimane quello, “insieme è bello”. E a tal proposito devon essere interessanti due libri di recente pubblicazione: uno è stato recensito sul numero di agosto di Gardenia, “L’ordine nascosto. La vita segreta dei funghi” di Merlin Sheldrake, Marsilio Editori: una “indagine storica, scientifica e visionaria” su come i funghi creano reti sotterranee per comunicare con gli alberi e per mettere questi in contatto tra di loro, e su cosa potremmo imparare da loro. Del secondo me ne ha parlato l’amica Carmen Lanteri, capodelegazione FAI di Imperia: “La pianta del mondo” di Stefano Mancuso, Laterza, che partendo dalle bucce di banana racconta la capacità degli alberi di “fare rete”. 

4) Klepetan e Malena – questa storia si trova facilmente in internet – sono una coppia di cicogne che nidificano sul tetto di una casa di Slavonski Brod in Croazia. Le cicogne, come i piccioni e altri, formano coppie monogame “finché morte non le separi”. Malena, la femmina, nel 1993 è stata ferita da un cacciatore e ha perso la possibilità di volare, quindi da allora non le è possibile migrare in Sudafrica con le altre cicogne in autunno. Klepetan, il maschio, ogni autunno parte ma ogni primavera successiva torna dalla sua compagna per nidificare, atteso da lei e da tutta la popolazione del paese. Assai meglio di Ulisse e Penelope.

5) Il MammoGallo è un video di alcuni mesi fa: un gallo sopravvissuto a una razzia di volpi in un pollaio toscano che si fa chioccia e adotta alcuni pulcini rimasti orfani, assumendo atteggiamenti e voce da gallina per comunicare e prendersi cura di loro.
Un altro (anzi tre altri, con l’orango e le cicogne) dei piccoli fatti del mondo che mi portano vieppiù a chiedermi perché noi umani dovremmo avere il privilegio di un’anima di cui inorgoglirci e gli altri esseri viventi no.

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