Pomeriggio a Ormea, in un paesaggio totalmente invernale, campi bianchi di neve folta, alberi neri spogli, foschia nell’aria, fumo dai comignoli delle case. Come nella Canzone dei Dodici Mesi di Guccini, come in Inverno di De Andrè, come nei libri di lettura delle elementari, che mi spiegavano un inverno di campagna a me totalmente ignoto, giovine bambino di città mediterranea con gli alberi sempreverdi e senza neve. Il paesaggio di Ormea era autentica campagna d’inverno, anche se il clima, effetto serra o normale oscillazione climatica in fase interglaciale, era autunnale, pioggia e 5 gradi sopra lo zero. In macchina, musiche adatte a rendere piacevole il viaggio e l’ambiente, Rain and tears cantata da Demis Roussos e Heart of gold del vecchio pellerossa Neil Young.
Il pomeriggio dopo a Bordighera, inverno di Riviera, cielo limpido, lavato dalla pioggia senza fine delle settimane precedenti, tutti i promontori e i golfi della Costa Azzurra all’orizzonte, sulle colline mimose gialle al pieno della fioritura, le ginestre bianche (esistono, a Genova?) con i loro magolli di fiori avorio, le palme nelle vallette e nei fossi, il monte Toraggio grigio di roccia e bianco di neve, le Alpi Marittime sullo sfondo bianchissime, innevate. Musica, non ricordo.

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