L’incipit fu un poco ambiguo e inquietante: in primavera giunse un email (“un email” o “un’email”? Come “un automobile” o “un’automobile”, dubbio amletico di fine Ottocento) che invitava a tenersi liberi per la notte del 1 luglio, in Riviera.
Pur nella vaghezza dell’annuncio, bastò poco per supporre che si dovesse trattare di una festa di compleanno, cadendo in questo corrente 2005 il 40esimo genetliaco della mittente, Laura, architetto in Londra benché di nobili ed enologiche origini piemontesi e genovesi.

A tempo debito la cassetta della posta di casa ospitò anche il biglietto di invito ufficiale; devo ammettere che un poco di perplessità suscitò una frase in calce: “è di rigore l’abito bianco…con un fiore (e costume da bagno)” Abito bianco come? Molto elegante? Sciamannato? Bianco nevaio o avorio? Panama hat o berretto di ermellino in livrea invernale?

Come vestirsi di bianco per una festa di compleanno è problema di assai più facile soluzione del mistero della Trinità, quindi per risolverlo non fu necessario passeggiare per la spiaggia in cerca di un bambino che tentasse di mettere tutto il mare in una buca di sabbia, bastò interpellare Laura e chiederle chiarimenti; dopodiché fu sufficiente indossare una camicia candida e un paio di pantaloni di leggero color avorio per sentirsi a proprio agio. Donatella optò per un vestito velato-sciansgiàn di maggior eleganza, accompagnato da una margherita al polso. Il mio fiore fu un’arancionissima bignonia all’occhiello.
Così equipaggiati, facemmo il nostro ingresso, insieme ad altri candidi amici, alla Piscina dei Castelli di Sestri Levante, alle ore 22 del giorno del Signore 1 luglio, venerdì, dell’anno 2005. Dando inizio così a una delle più piacevoli notti degli ultimi n-anni.

Devo ammettere (chi mi conosce bene lo sa) che ho sempre apprezzato l’architettura come espressione dell’intelligenza umana, perché unisce la scienza e l’arte, la razionalità della matematica con l’espressività del disegno, l’emisfero sinistro con quello destro del cervello, insomma. E ho sempre considerato con attenzione le architette, che mi sono sempre sembrate – da quelle conosciute superficialmente come compagne di vacanze estive a quelle con cui sono legato da profonda pluridecennale amicizia, a Donatella – donne (persone) non banali, che non lasciano indifferenti chi le incontra. O almeno me quando le incontro.

Non posso giudicare Laura come architetto ma come organizzatrice di feste notturne si, e la promuovo summa cum laude. Dice di aver lavorato all’organizzazione di questo evento per 3 mesi e sono stati 3 mesi ben spesi!
Secondo il mio modesto e fallace parere è stato tutto scelto e preparato per il meglio: il luogo – una piscina marina naturale circondata da rocce a picco e pini a precipizio (ricorda un po’ la Bella Giovanna di Sorrento ma “civilizzata” da uno stabilimento balneare), il panorama verso Sestri e la Riviera che si gode dalla scogliera, la spiaggetta arredata con tendoni e cuscini di stile beduino sulla quale si è mangiato e ballato, la decisione di vestire di bianco tutti gli invitati che spiccavano candidi e luminosi nel chiarore notturno, risaltando il bianco degli abiti intorno ai volti e ai corpi abbronzati; poi la successione continua e mai esagerata dei cibi, dall’aperitivo con trancetti di pesce spada e rostelle alle trofie al pesto alle fragole ricoperte di cioccolato alla focaccia… poi l’offerta leggera ma ininterrotta di vini, spumanti, cocktails e chiari fresche dolci acque, i balli e le musiche (molto ballabili ma in stile con l’età media dei presenti, cioè prevalentemente musiche di una ventina d’anni fa, di quando i quarantenni erano ventenni e ballavano)… poi il tango di Laura che è stata doverosamente applaudita, le stelle (ok, il cielo sereno non è merito della Festeggiata, ma che importa?), il cappello di paglia di Marco B. (che dava un simpatico tono Buena Vista Social Club al contesto)….

Si, una notte sommamente piacevole, che è scorsa via con leggerezza e allegria. Le ore passavano senza che ci se ne rendesse conto. Al punto che, per fare due esempi, Silvia e Fabio avevano intenzione di andarsene a mezzanotte avendo il traghetto per la Corsica alle 7,30 del mattino ma sono rimasti in spiaggia sino alle 3, e Donatella, che si era svegliata a Sanremo alle 5,55 del mattino, aveva trascorso la mattina a Savona in riunione di lavoro, era giunta a Genova nel pomeriggio e riteneva che sarebbe crollata dalla stanchezza molto in fretta, iniziò ad accusare i primi veri colpi del sonno in arrivo solo verso le 3,30!

Fu giusto andarsene verso le 4 mentre veniva portata la focaccia, anche se ci è dispiaciuto non rimanere sino all’alba e alla colazione sur-la-plage. Siamo arrivati a casa alle 5 con l’aurora che schiariva il cielo a oriente. Ho saputo da Laura che lei è andata a dormire intorno alle 7,30. Soddisfatta, ritengo.

Soddisfatta anche, spero, del risultato della sua idea di esortare gli invitati a “regalarle” – anziché normali regali di compleanno – un contributo per la costruzione di una scuola in Etiopia. Intelligente connubio fra i fiori (sugli abiti) e le opere di bene.

Morale della favola, se qualcuno ha da organizzare una festa di compleanno per i suoi 30,40,50…90 anni che resti nella memoria dei suoi amici, quella di Laura è un modello da seguire.
Ancora auguri, Laura!

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