Cari Lettori, questa sera permettetemi di presentarVi due libri di biologia, a mio parere piuttosto interessanti.

1) Renato Bruni: Erba volant, Codice Edizioni, Torino, 2015

La recensione ufficiale dice: “Si chiama biomimetica, ed è il metodo per studiare e imitare la natura garantendo all’uomo innovazioni efficaci e sostenibili. Così, le felci da appartamento che assorbono sostanze nocive diventano un modello per la depurazione dell’aria, mentre gli adattamenti sviluppati da alcune piante per resistere nei deserti forniscono idee per raccogliere acqua piovana e conservare vaccini senza frigorifero. In altri campi, osservare il regno vegetale può aiutare a progettare reti per lo scambio di informazioni, a pianificare nuovi approcci al marketing, a sviluppare architetture leggere ecosostenibili, a ottenere la fotosintesi artificiale. In nove racconti-saggi che hanno per protagonista una società di consulenza molto particolare, Renato Bruni ci mostra come gli insegnamenti del regno vegetale possono venire incontro ad alcune nostre esigenze”.

Chi tra Voi legge veramente i messaggi che vi mando sa bene quanto mi piaccia, mi interessi, mi affascini la parte vegetale del mondo. Secondo la Genesi (Gen 1,11) Dio creò le erbe e gli alberi e tutte le piante nel terzo giorno della settimana della creazione, prima degli animali. Ciò suona logico, visto che i vegetali possono benissimo vivere senza animali, mentre tutti gli animali morirebbero rapidamente (di fame e non solo) se non ci fossero le piante. E già questo, secondo me, la dice lunga sulla superiorità delle piante nel contesto biologico generale. Ora, il fatto che le piante non parlino, non si muovano, non fuggano davanti ai pericoli, non gridino, non abbiano comportamenti simili a quelli umani per manifestare le loro sensazioni, emozioni, pensieri, paure, gioie, decisioni, porta la maggior parte di noi umani presuntuosi e noistessi-centrici a ritenere che quella vegetale sia una forma “minore” di vita, in un certo senso “meno importante”. Che può essere – ad esempio – sacrificata senza problemi, senza remore, senza scrupoli. Con tutto ciò che ne deriva, vegetarianesimo e veganesimo compresi: uccidere un pollo o un capriolo oddio giammai! Uccidere una lattuga e una carota certamente si, tanto sono solo verdura…

Sto divagando, non volevo polemizzare coi vegetariani. Coi “vegetoitaliani” come diceva Safet, un simpatico ragazzino rom a cui feci un po’ di doposcuola media al Ce.Sto. di Genova tantissssssssimi anni fa. Lo stesso ragazzino dal viso spigoloso (“semita” avrebbe detto Umberto Saba, come la sua capra) che non riusciva a capire come alcuni maschi potessero essere “uominisessuali”…. Avrei dovuto fargli conoscere Antonietta Marino, ne sarebbe uscito un dialogo surreale di parole in libertà degno di Eugène Ionesco, Tommaso Marinetti e Frate Antonino da Scasazza messi insieme.

Ho divagato ancora, scusassero…. Insomma, le piante: questo libro è un magnifico racconto, con una struttura narrativa insolita e divertente, di come molte piante siano tecnologicamente all’avanguardia in moltissimi campi dello scibile “umano”. E di quanto Homo (pseudo)sapiens stia imparando da esse per migliorare la qualità della propria vita, come individui e come comunità. In campo ingegneristico, architettonico, medico, nella logistica, nel disinquinamento, nel risparmio energetico, nelle telecomunicazioni, nelle strategie di guerra e di alleanza…. Dovremmo inchinarci di fronte a ogni albero e a ogni erba che incontriamo sul nostro cammino, altroché, e ringraziarli perché accettano la nostra ingombrante presenza nel loro mondo e nella loro vita.

2) Jim Al-Khalili e Johnjoe McFadden: La fisica della vita – La nuova scienza della biologia quantistica, Bollati Boringhieri, Torino, 2015

Qui si scende un po’ più nel profondo. Si scende al livello del funzionamento delle componenti fondamentali della biologia, le cellule ma anche più giù toccando vari aspetti del multiforme universo biologico, come la fotosintesi clorofilliana che permette la vita delle piante e in conseguenza anche degli animali, la “bussola aviaria” che permette agli uccelli migratori di migrare senza perdersi [solo per essere pignoli: cfr. http://www.giannidallaglio.it/ingegneria-degli-animali/], la duplicazione del DNA, la riproduzione dei geni – plurale di gene, non i tizi molto intelligenti, che sarebbero genî – e altre cose così. E scendendo, gli autori vanno a imbattersi in faccende tipo effetto tunnel degli elettroni, spin quantistici, entanglement e correlazione a distanza, qubit e altre amenità tutte inscrivibili nella categoria “fisica quantistica”. La tesi proposta dagli autori – non affermata con certezza, solo proposta come un’interessante, affascinante idea – è che la vita abbia i suoi fondamenti nella “stranezza dei quanti”. I meccanismi fondamentali di tutto ciò che vive sulla Terra potrebbero essere quantistici.

Lungi dall’essere quella bizzarria antipatica che Einstein disdegnava, la fisica quantistica potrebbe essere la base fondamentale – oltre che dell’Universo in generale – anche del mio essere ora qui a scrivere questo messaggio mentre il mio cuore batte, il mio stomaco digerisce la cena, i miei polmoni respirano con regolarità, i miei occhi e le mie orecchie ricevono i fotoni e le onde acustiche emesse dal video di Youtube in cui quella delizia della natura femminile che è Joss Stone canta e balla “The Answer”, il mio cervello riceve i segnali elettrici generati da quei fotoni e quelle onde acustiche e se ne rallegra assai…

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