Merlino, Morgana e il gregge di Marzia….
se Marzia avesse una mandria di mucche sarebbe perfetto, con cinque emme ci guadagnerebbero l’estetica e la simmetria. Ma Marzia Verona, agronoma e scrittrice piemontese, esperta di allevamento e pastorizia transumante, ha un gregge di pecore quindi le emme sono solo tre…

Marzia è venuta a Sanremo per presentare il suo ultimo libro “Di questo lavoro mi piace tutto – Giovani allevatori del XXI secolo, la passione per combattere la crisi” che raccoglie le testimonianze di lavoro e di vita di un centinaio di giovani allevatori e pastori piemontesi e valdostani, tutti fra i 15 e i 30 anni. Non scendo nei dettagli perché li trovate nei suoi siti, ad esempio in http://diquestolavoromipiacetutto.wordpress.com/
Dico solo che Marzia – che ha più di 30 anni ma è giovane pure lei – e i ragazzi – e le ragazze, ché anche le donne allevano e pastoriziano – di cui scrive sono la dimostrazione vivente e lavorante e pensante che non tutto fa schifo nella società italiana attuale. C’è tanto schifo, certo, ma c’è anche tanto di bello e di buono, di kalokagazòs per dirla alla greca. Come belliebuoni sono questi giovani che scelgono di fare una vita che secondo i canoni sociali ed economici “normali” è difficile e dura e incerta, ma è la loro passione. Una passione, fra l’altro, che non spreca risorse pubbliche (come ad esempio fa il calcio, grande passione nazional-popolare) ma anzi contribuisce a mantenere vive e sane una parte di economia nazionale (l’allevamento) e una parte di ambiente naturale (la montagna) senza le quali la nostra società e la nostra patria sarebbero più povere e più brutte.

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Merlino in realtà è Merlino Secondo, giacché il primo, l’avevo scritto tempo fa, è volato qualche mese fa nel paradiso degli uccelli. Avevo anche scritto che quel merlo sfacciato e goloso, che viveva nel giardino di Villa Mergellina a Sanremo e veniva a mangiare i croccantini dei gatti facendoseli lanciare da me e da Donatella stando a terra di fronte a noi a pochi metri di distanza, beh, pensavo che non avesse eredi. Mi sbagliavo, ne ha. Più d’uno.

Merlino 2 sulle prime non sembrava del tutto sveglio. Un merlo nescio, sembrava, come u purpu nesciu di una celebre canzone dialettale genovese (“nescio”, per i non genovesoglotti, ritengo che sia un latinismo da “ne-scire”, non sapere, giacché significa sciocco, scemo..). Nel senso che era evidente che desiderava i croccantini ma si teneva lontano, si avvicinava goffamente. Poi però ha preso confidenza e adesso… altro che Merlino Uno…. questo ormai, come il precedente, accorre sulla cancellata davanti a casa quando ci vede uscire dal portone e scende tranquillamente a terra davanti a noi se abbiamo il vasetto dei croccantini in mano ma non solo: lui viene incontro alla macchina se arriviamo in auto da fuori. Spesso basta avvicinarsi con l’automobile al cancello del giardino e scendere per aprirlo che ‘sto merlo nero nero col becco giallo arriva e si mette proprio lì, o sul cancello o in terra davanti alla macchina e bisogna pure stare attenti a muoversi lentamente perché mica si sposta. Sfacciato ed esigente, e per nulla timoroso. Ieri addirittura ha dato spettacolo due volte: la prima scendendo a terra di fronte a me che stavo per avviarmi a piedi al cancello dicendomi a voce alta e forte che aveva fame: un tuffo ai miei piedi da chissà che albero, un trillo forte e deciso fermo davanti come per sbarrarmi il passo “adesso mi dai la merenda se no non ti lascio passare”. Giuro che mi è venuto da ridere a vederlo. L’ho rifocillato, of course. Un paio d’ore dopo l’ho trovato davanti all’uscio di casa, in cima ai cinque gradini che salgono dal giardino al portone, che aspettava, o forse cercava il modo di entrare?

Ma c’è anche una merla che apprezza i croccantini. Se lui è Merlino mi è venuto facile battezzare lei Morgana. Più timida e più chiacchierona. Nel senso che lei non si avvicina così tanto, rimane a diversi metri di distanza e non è possibile lanciarle i croccantini quasi sul becco come faccio con lui, gliene devo lanciare una manciata e poi lei va a cercarseli (contendendoli ai piccioni che sono furbi e opportunisti). Poi Morgana parla molto: tutti i merli sono loquaci, hanno una ricchissima varietà di suoni con significati diversi e in gran parte ben comprensibili anche a noi, dopo anni di convivenza con loro: sono suoni di curiosità, di attenzione, di allarme e così via. Morgana a volte parla quando aspetta il lancio, spesso parla quando arrivano i piccioni, parla sempre se ci sono i gatti in giro, insomma pensa a voce alta, comunica, condivide i suoi stati d’animo con Merlino e con noi.

Sono curioso di capire, quando sarà tempo, se Merlino 2 e Morgana metteranno su famiglia insieme e come nutriranno i piccoli. Vista l’assiduità con cui Merlino 1 imboccava di croccantini i suoi figli lo scorso anno non mi stupirei se questi due fossero proprio suoi discendenti. Mah.

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